Tapering della Fed: quali sono le conseguenze per i mercati

1 Settembre 2021, di Sebastien Galy (Nordea)

Il rally instauratosi sui mercati azionari a marzo 2020 continua ininterrotto da mesi. Probabilmente, abbiamo ancora qualche mese di rally di mercato di fronte a noi, ma la seconda metà del prossimo anno potrebbe essere difficile.

I forti stimoli fiscali e la politica monetaria ultra-accomodante messa in campo fin dalla Grande Crisi Finanziaria hanno aiutato l’economia globale a riprendersi, ma hanno anche comportato l’emissione di una montagna di debito pubblico e societario. I principali beneficiari di queste misure sono stati gli strumenti finanziari piuttosto che i beni, i servizi e il mercato del lavoro. Le attese dei mercati scontano un futuro che è piuttosto improbabile.
I mercati azionari sono probabilmente troppo ottimisti mentre gli investitori in titoli di Stato americani ed europei sono troppo pessimisti – e per quanto riguarda il mondo obbligazionario i tassi negativi sono un segnale particolarmente forte.

La grande liquidità pompata nel sistema ha aumentato la domanda di titoli di ogni asset class, mentre l’offerta non è aumentata in ogni settore. Il risultato è una generale impennata dei prezzi. Vi è una quantità limitata di scorte e alcuni mercati (dall’industria mineraria al trasporto marittimo e immobiliare) richiedono molto tempo per far fronte ad un aumento della domanda. Dal punto di vista della liquidità tuttavia, la questione è se il tema è transitorio o permanente.
Se la crescita degli utili non tiene il passo dell’economia per alcune aziende, è naturale che le valutazioni ne risentano negativamente, poiché altrove si trovano migliori opportunità per impiegare la liquidità. Questo è un esempio calzante per quanto riguarda le azioni di tipo value negli ultimi molti anni.
Di conseguenza, la liquidità passa da un mercato all’altro, concentrandosi su alcuni temi specifici, come lo stile growth nonostante la leva finanziaria in costante aumento. La liquidità rimanente che non trova alternative finisce in obbligazioni e credito con duration sempre più lunga.

Nel momento in cui la liquidità viene lentamente ritirata per mezzo del tapering, gli investitori di interrogano anche sugli altri canali di quantitative easing destinati prima o poi ad invertire la rotta.
Gli stili azionari caratterizzati da un elevato livello di indebitamento nonostante aspettative di crescita elevate potrebbero risentirne maggiormente. Un aumento del costo della leva finanziaria potrebbe allo stesso modo portare i mercati ad essere più prudenti. La domanda cardine è se la potenziale correzione alla quale è esposta lo stile growth può avvenire in maniera lenta e graduale o possa solo verificarsi repentinamente in un contesto di repricing generale, magari durante la prossima recessione. Il momento più probabile per una futura recessione è il 2023. Gli investitori hanno circa quindi un anno per riflettere sulla sostenibilità dello stile growth e della discesa degli spread creditizi.

Ciò che gli investitori hanno imparato dalle correzioni del passato è che la prossima correzione su vasta scala delle attività rischiose sarà diversa. Il mercato dei treasury americani per esempio sconta uno scenario piuttosto negativo ad esempio. Anche al di là di potenziali cigni neri come le catastrofi climatiche, guerre e frodi, è molto elevata la componente di incertezza. Anche le società megacap di tipo growth possono finire nel mirino in futuro.
La sfida nei prossimi mesi sarà quindi capire come il mercato si posizionerà nei confronti di un’incertezza sempre crescente. Con ogni probabilità inizieranno ad emergere preoccupazioni materiali quando saranno più materiali le attese di un aumento dei tassi a breve termine, che potrebbe accadere già nel 2022.

Tapering: cosa significa per i mercati

Continuiamo a preferire soluzioni azionarie con una forte attenzione ai temi ESG, poiché questa rimane un trend secolare, e soluzioni multi-asset che offrono flessibilità e diversificazione a prescindere dagli stili azionari. Manteniamo la nostra cautela in merito al credito high yield.