Materie prime: senza metalli non può esserci transizione energetica

3 Maggio 2021, di Michel Wiskirski (Carmignac)

La lotta contro il riscaldamento globale è una grande sfida sociale, politica ed economica. Non c’è più alcun dubbio che dovremo cambiare il nostro modo di vivere se vogliamo affrontare la sfida del cambiamento climatico. Tuttavia, non molti di noi sono consapevoli dell‘importanza dei metalli nella transizione energetica.

È infatti necessario comprendere che la tecnologia che guiderà questa transizione, attraverso la mobilità verde o le energie rinnovabili, è ad alta intensità di minerali. Rame, zinco e alluminio sono utilizzati nella produzione di pannelli fotovoltaici, turbine eoliche e veicoli elettrici.

Il consumo di questi metalli è destinato ad aumentare vertiginosamente con lo sviluppo di energia e di mobilità green, soprattutto perché queste tecnologie sono particolarmente ad alta intensità di minerali. Un parco eolico offshore richiede 17 volte più metallo di una centrale a gas della stessa capacità, un parco eolico onshore otto volte di più e un parco fotovoltaico nove volte di più.

Il rame è un componente chiave nella transizione energetica: mentre una centrale a gas naturale ha bisogno di una tonnellata di rame per produrre un megawatt di elettricità, ne serve il doppio per produrre la stessa quantità di energia con l’eolico onshore e tre volte tanto per i pannelli fotovoltaici, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). Un fabbisogno che sale a 11-12 tonnellate di rame per un parco eolico offshore.

Lo stesso vale per i veicoli elettrici, che richiedono una quantità di rame da tre a quattro volte superiore rispetto ai veicoli a combustione interna. Il fabbisogno di rame dei soli veicoli elettrici dovrebbe aumentare di 1.700 chilotoni entro il 2027, il che equivale al peso complessivo di circa 1,3 milioni di autovetture di medie dimensioni.

Metalli: investire nel futuro e per il futuro

Altri componenti come l’alluminio, il litio, il cobalto e il nichel sono coinvolti nella produzione e nello stoccaggio di energia. Il loro consumo è analogamente destinato a crescere con lo sviluppo delle energie rinnovabili e dei veicoli elettrici.

Tutti questi metalli hanno un comune denominatore: sono prodotti dall’industria mineraria, spesso da imprese le cui attività di estrazione o di trasporto sono sovente oggetto di polemiche, con pratiche criticate o addirittura screditate, da parte di chi promuove la causa dello sviluppo sostenibile. Benché il ruolo delle compagnie minerarie sia cruciale nella transizione energetica, è tuttavia necessario essere particolarmente selettivi quando si investe sul lungo periodo.

Carmignac seleziona società le cui attività sono legate a materie prime e metalli che svolgeranno molto probabilmente un ruolo di primo piano nella transizione energetica dei prossimi anni.

Non investiamo solo in aziende che producono energia rinnovabile, o che offrono soluzioni a basse emissioni di anidride carbonica; siamo anche interessati ad aziende che stanno migliorando le proprie pratiche e che, attraverso le proprie azioni, consentono di affrontare le sfide ambientali a cui la società nel suo complesso deve far fronte.

Facendo valere i nostri diritti di azionisti, collaboriamo con le aziende per aiutarle a diventare più virtuose e ad avere quindi impatto reale e significativo a favore della transizione energetica dell’economia.