Petrolio, Opec accusa Usa per eccesso di offerta

23 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

attaROMA (WSI) – Il segretario generale dell’Opec Abdalla Salem el-Badri non esclude “altri passi” per far fronte all’eccesso di offerta presente sul mercato del petrolio e conferma la volontà dei paesi del cartello di collaborare con i produttori non Opec.

Nel corso della conferenza IHS CERAWeek che si tiene a Houston, in Texas, El-Badri ha precisato che l’attuale ciclo dei mercati del petrolio fa fronte a un problema di offerta, che potrebbe durare anni, a meno che non si trovi una solizione. Di fatto, a dispetto del balzo superiore a +6% che ha trainato al rialzo, nella sessione di ieri, i prezzi spot del petrolio scambiati a New York, l’eccesso di offerta ha zavorrato le quotazioni di quasi -50% nel corso dell’ultimo anno, e del -20% (nel caso del contratto WTI) dall’inizio del 2016.

El-Badri ha riconosciuto che l’eccessiva accumulazione delle scorte è un problema, ma al contempo non ha lesinato critiche agli Usa, che stanno continuando a importare e a immagazzinare enormi quantità di petrolio. Così ha detto, stando a quanto riporta il sito Cnbc:

“Gli Stati Uniti desiderano esportare, ma allo stesso tempo importano e accumulano scorte. Questo è qualcosa che non ho idea di come affrontare”.

Non solo. Secondo El-Badri è stata proprio la produzione di gas di scisto la forza che più di tutte ha scatenato lo squilibrio tra domanda e offerta, facendo crollare i prezzi del petrolio di ben il 70% dall’estate del 2014. Tral’altro, il funzionario fa notare come, anche se le trivellazioni di gas di scisto sono scese, la produzione di petrolio Usa si è mostrata resistente in modo sorprendente.

“Non so come le cose potranno coesistere. Un qualsiasi aumento di gas di scisto compenserà una qualsiasi riduzione” dell’offerta.

I commenti di El-Badri sono arrivati dopo il rally dei prezzi del petrolio, successivo alla pubblicazione di un report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo cui la produzione Usa di gas di scisto dovrebbe scendere di 600.000 barili al giorno, nel corso di quest’anno.

Così El-Badri, che si è detto d’accordo sui termini della proposta frutto dell’accordo tra Arabia Saudita e Russia per congelare i livelli di produzione.

“Il primo passo è congelare la produzione. E forse, se tale iniziativa avrà successo, potremo adottare anche altri passi in futuro”. In ogni caso, “questo è un primo passo per capire cosa possiamo ottenere”.