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OPA MONTEDISON: GOLDMAN SACHS TRA DUE FUOCHI

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Nel mezzo dell’OPA su Montedison è scoppiato il caso Goldman Sachs (GS – Nyse). La banca ha avuto il “torto” di avvisare il suo cliente Montedison della debolezza della sua linea difensiva contro l’asse italo francese formato da Fiat e Edf, scatenando le ire quest’ultimi, anch’essi clienti dell’istituto americano.

Fiat e EdF stanno portando avanti un’OPA ostile da €5 miliardi su Montedison. Assieme al 13,2% in mano agli alleati Intesa, Banca di Roma e IMI San Paolo, Fiat e EdF già controllano il 52% di Montedison.

Goldman ha fatto da advisor a EdF, un’azienda di proprietà dello stato francese, sulla fattibilità della quotazione sul mercato e spera di vincere il mandato per organizzare l’IPO. In Italia, Goldman ha fatto da advisor a Fiat in diversi accordi, non ultimo nella storica alleanza strategica con General Motors lo scorso anno.

Ma Goldman è anche consulente Montedison dal 1985.

Quest’anno Montedison ha fallito la fusione con l’azienda elettrica Falck nello scorso mese di febbraio. Il mancato accordo ha reso evidente la debolezza di Mediobanca nel controllare Montedison, aprendo, di fatto, la porta alla scalata.

A marzo Goldman ha parlato in privato al management di Montedison su come combattere un’eventuale scalata. Anche la Goldman, infatti, possiede una parte della società, l’1,8%.

Benché l’indipendenza di Montedison fosse minacciata, né Montedison né Goldman Sachs si aspettavano che EdF (e tanto meno Fiat, tradizionale alleata Montedison) preparassero la scalata.

Il primo tentativo di EdF è iniziato il 16 maggio, e lo scorso fine settimana è stata annunciata l’OPA in comune con Fiat. Quest’imprevedibile situazione ha confuso le idee alla banca: cosa fare? Stare con un cliente con un’aspettativa ridotta di vita e offendere un grande cliente? Abbandonare Mediobanca al proprio destino? Fiat e Edf hanno chiesto entrambe a Goldman di fare loro da advisor nell’OPA Montedison, ma la banca ha fatto spallucce, invocando un fantomatico conflitto d’interessi. Abbandonando Montedison in maniera opportunistica, la Goldman avrebbe buttato alle ortiche la propria credibilità. Edf si è anche offerta di acquistare l’1,8% di Montedison in mano a Goldman, ma la banca si è sentita obbligata a dire no.

Ora pare che Fiat e Edf si sentono confuse dall’atteggiamento di Goldman nel difendere Montedison, e si domandano se la banca non abbia agito in buona o in malafede. Le due società non hanno detto ancora se questa situazione abbia in qualche modo compromesso i rapporti con Goldman, che spera che la loro rabbia si plachi. Perdere un cliente come Montedison è una jattura. Perderne tre sarebbe una perdita incalcolabile.

Secondo gli analisti, non sarebbe la prima volta che una banca annovera tra i suoi clienti i due contendenti di una scalata.

“Anche Morgan Stanley – ha detto un operatore che preferisce non essere citato per politica aziendale – stava con (Franco) Bernabè e poi fece da advisor nella scalata di Telecom. Poi, se vogliamo dirla tutta, ci sono anche stati dei rating molto curiosi su Edison sotto OPA, quindi ormai ci si aspetta di tutto”.

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