Olimpiadi: cinque inattese medaglie, Italia al quarto posto

8 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Dopo la memorabile giornata di ieri l’Italia è quarta nel medagliere delle Olimpiadi di Rio 2016: delle sette medaglie che posizionano il nostro Paese dietro a Stati Uniti, Cina e Australia, cinque sono state conquistate ieri, con grande sorpresa rispetto ai pronostici. Due sono gli ori: quello di Fabio Basile (21 anni), conquistato nello judo fino a 66 chili, e quello di Daniele Garrozzo (24 anni) nel fioretto individuale. Il primo, piemontese di Rivoli, ha affrontato e sconfitto in finale il coreano An Baul, judoka campione del mondo per la categoria; la vittoria di Basile vale la 200esima medaglia d’oro per l’Italia olimpica ed è già consegnata alla storia. Il trionfo nella scherma firmato da Garrozzo contro l’americano Alexander Massialas, invece, riporta un oro che, nel fioretto individuale, mancava da Atlanta 1996; e con questo fanno 201 ori tricolore. Per l’atleta catanese, però, le Olimpiadi non sono finite: il 12 agosto tornerà in pedana per la gara a squadre.

Le atlete azzurre hanno regalato invece due argenti che luccicano quanto l’oro: a partire da quello, giunto all’ultima olimpiade grazie a Francesca Dallapè e Tania Cagnotto, star italiane dei tuffi. Per loro, un secondo posto nel trampolino 3 metri sincro. Meglio riescono a fare solo le atlete cinesi Shi e Wu, che dimostrano di essere su un altro livello. Per la Cagnotto l’ultimo tuffo e l’immersione consapevole verso l’ultima medaglia olimpica ha fatto esplodere un urlo subacqueo “che quasi mi strozzavo”, ha dichiarato, “ho pensato che finalmente il lavoro era finito! Non sapevo che medaglia avremmo preso ma andava già bene così”. Pesa parecchio anche l’argento guadagnato nello judo fino a 52 chili dalla romana Odette Giuffrida (21 anni), dall’altra parte, infatti, c’era Majlinda Klemendi, kosovara d’acciaio con sole 4 sconfitte su 105 incontri. Per quest’ultima la vittoria è storica: si tratta del primo oro olimpico per il Kosovo, Paese riconosciuto dal Cio, ma non ancora dalla comunità internazionale, la cui indipendenza, per ora, resta solo autoproclamata.

Conclude il bottino italiano il bronzo di Elisa Longo Borghini (24 anni), nel ciclismo in linea: 137 i chilometri percorsi, con un determinante colpo di scena, la caduta di Annemiek van Vleuten proprio mentre si trovava in testa. E’ in un certo senso l’indennizzo del destino, che aveva sottratto all’Italia una probabile vittoria di Vincenzo Nibali, anch’egli beffato da una caduta mentre era lanciato verso l’oro.