Economia

Olanda, in crisi tra rischio bolla immobiliare e debiti enormi

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ROMA (WSI) – L’Olanda si è schierata al fianco della Gran Bretagna contro la proposta di una rettifica da 11,2 miliardi di euro per il bilancio Ue 2013. La posizione del ministro delle Finanze, Jeroen Dijsselbloem, nonché attuale presidente dell’Eurogruppo, con cui ha rivendicato più rigore e più risparmi nel bilancio Ue, dichiarandosi a favore della costituzione di un blocco di Stati europei contrari all’aumento del bilancio, stride non poco se si guarda il bilancio di uno Stato, il suo, che sta andando alla deriva.

Anche il quotidiano tedesco, l’autorevole Spiegel , ha segnalato che quell’economia una volta esemplare adesso è in balia di debiti enormi e dello scoppio di una vera e propria bolla immobiliare, che ha bloccato la crescita e il mercato del lavoro.

La lettura delle statistiche non lascia spazio ad altre interpretazioni alternative: nessuna nazione della zona euro è in una situazione debitoria, come quella dei Paesi Bassi, in cui le banche sono affossate dai mutui. Mentre i debiti delle famiglie sono arrivati a pesare per circa il 250% sul reddito disponibile. Un dato è emblematico per fotografare questa situazione: nel 2011 gli spagnoli erano fortemente indebitati ma solo al 125% a fronte di una disoccupazione in aumento, di consumi risicati e di una crescita a punto morto.

Il problema dell’Olanda è che, nonostante i suoi proclami sulla necessità di conservare il dogma fiscale dell’austerity, anche lì la situazione è delicata. Neanche il suo debito pubblico è in grado di rispettare i parametri stabili dal Trattato di Maastricht.

Alcuni economisti notano come gli olandesi siano stati a lungo tra i risparmiatori europei più diligenti, ma adesso l’incantesimo si è rotto. La nazionalizzazione della quarta banca olandese, la SNS Bank, per un esborso pari a 3,7 miliardi di euro nel mese di febbraio ha mandato in frantumi le belle speranze. Come anticipato sempre dal Spiegel “non c’è fine alla crisi in vista.”