Obama: impennata nei sondaggi dopo uccisione di Osama bin Laden

4 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Per il presidente Usa Obama: l’impennata nei sondaggi dopo uccisione bin Laden e’ stata immediata. Gli americani applaudono al blitz deciso e gestito dalla Casa Bianca: immediato +9% (dal 47% al 56%) per Barack Obama.

Chiusa la partita della caccia alla primula rossa del terrorismo internazionale, cominciata quella di analisti ed esperti dell’intelligence statunitense, al lavoro sul materiale sequestrato nel covo di Osama bin Laden. Mentre sui media si susseguono foto del presunto cadavere, la Casa bianca non ha deciso se mostrare i veri scatti – tenuto conto che almeno uno di questi potrebbe essere considerato ‘atroce’, ha fatto sapere – in considerazione degli effetti sull’ opinione pubblica, in particolare mondo arabo e paesi islamici.

Dal Pakistan si apprende di una ventina di donne e bambini sopravvissuti al blitz e ora nelle mani dei servizi segreti di Islamabad: fra loro la moglie e due figlie di bin Laden, queste ultime rimaste ferite nell’assalto. E fonti di sicurezza pachistane hanno detto ad al Arabiya che una figlia sostiene che suo padre fu catturato vivo e poi ucciso dalle forze speciali nei primi minuti dell’operazione. Appello oggi del primo ministro pachistano perché il mondo aiuti a combattere il terrorismo.

CNN, FOTO ATROCE, SQUARCIO IN MEZZO AGLI OCCHI – Le “foto raccapriccianti” – come le ha definite ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney – del cadavere di Osama bin Laden, che mostrano una ferita che ha “squarciato” la testa al leader di al Qaida, sono state scattate in un hangar in Afghanistan. Lo scrive la Cnn citando funzionari governativi coperti dall’anonimato. Tra gli scatti c’é appunto una foto “chiara ma cruda del volto” nella quale il leader di al Qaida appare con “un enorme squarcio in mezzo agli occhi” causato da un colpo alla testa. Altre foto ritraggono invece i momenti del raid e la sepoltura in mare.

AL ARABIYA: FIGLIA, PRESO VIVO E POI UCCISO – Fonti di sicurezza pachistane hanno detto ad al Arabiya, che una figlia di Osama Bin Laden sostiene che suo padre fu catturato vivo e poi ucciso dalle forze speciali americane nei primi minuti dell’operazione di Abbottaba.

GILANI, FALLIMENTO INTELLIGENCE MONDO INTERO – Il luogo in cui si nascondeva Osama Bin Laden, non lontano da un’accademia militare pachistana, è testimonianza del fallimento dei servizi di intelligence di tutto il mondo, compresi quelli americani, e non solo di quelli del Pakistan. Lo ha dichiarato a Parigi il Primo ministro pachistano Yousuf Gilani. “C’é un fallimento dei servizi di intelligence del mondo intero, compresi quelli americani” ha ribadito Gilani, interpellato dai giornalisti su come abbia potuto Bin Laden nascondersi così vicino a Islamabad. “Siamo nel mezzo di una guerra, conduciamo una guerra contro il terrorismo e abbiamo la volontà di lottare contro l’estremismo e il terrorismo” ha poi aggiunto, in riferimento alle critiche mosse da alcuni alla posizione del Pakistan sul tema.
Il primo ministro pachistano ha lanciato un appello perché il mondo intero aiuti a combattere il terrorismo, “problema n. 1” del suo Paese, chiedendo agli occidentali di “astenersi dal diffondere messaggi negativi” sul Pakistan.

GEO TV: DUE FIGLIE RIMASTE FERITE IN BLITZ – La televisione pachistana Geo Tv rivela che tra i familiari di Osama bin Laden detenuti dai servizi pachistani dopo il blitz americano nel quale il fondatore di Al Qaida e’ rimasto ucciso, ci sono anche due delle figlie, che sono ”state entrambe ferite durate l’operazione” e che ”sono in una localita’ sconosciuta per interrogatori”. Quest’ultimo particolare aggiunge un nuova informazione a quanto detto ieri dalla Casa Bianca a proposito di una donna ”ferita a una gamba” da un proiettile durante l’irruzione dei marines nella camera da letto dove dormiva lo sceicco.

Geo Tv e’ inoltre entrata in possesso della foto della moglie di origine yemenita di Osama bin Laden, che si trova anch’essa in custodia delle forze di sicurezza pachistane insieme a una ventina di donne e bambini sopravvissuti al blitz nella villa- bunker di Abbottabad. L’emittente privata ha mostrato oggi il passaporto della donna che si chiama Amal Ahmed Abdel Fatteh e che e’ considerata una delle quattro mogli del leader di Al Qaida ucciso domenica. Ieri era anche emerso che una figlia di Bin Laden, sui 12 o 13 anni, aveva assistito all’uccisione del padre. Geo conferma poi che in una parte della casa vivevano due fratelli identificati con il nome di Arshad e Tarik insieme alle loro famiglie.

SARA’ DIFFUSA FOTO CORPO, CASA BIANCA FRENA – Il direttore della Cia, Leon Panetta, intervistato dall’emittente americana Nbc ha detto che una foto del corpo di Bin Laden “alla fine” sarà resa pubblica, ma la Casa Bianca frena, ribadendo che al riguardo non é ancora stata presa una decisione definitiva. “Vi sono discussioni all’interno del governo su ciò che sia meglio fare al riguardo, ma non credo che ci sia alcun contrasto sul fatto che alla fine una fotografia venga resa pubblica” aveva detto Panetta in un’intervista rilasciata in mattinata, e diffusa dalla Nbc in serata. Successivamente all’intervista di Panetta la Casa Bianca aveva comunque ribadito che sulla pubblicazione o meno delle foto del cadavere di Bina Laden “é in corso una valutazione” e una decisione non è ancora stata presa.

DA PC SCEICCO,UNA MINIERA DI INFORMAZIONI

di Cristiano Del Riccio

Una miniera d’oro: così fonti dell’intelligence americana hanno definito il pc e il materiale sequestrato nel covo di Osama bin Laden e una squadra di centinaia di esperti della Cia sono al lavoro per estrarre da questa vena tutte le informazioni possibili e immaginabili sulla rete del terrore dello sceicco. Il direttore della Cia Leon Panetta, con più distacco ha definito il materiale sequestrato “notevole”. Secondo fonti dell’intelligence Usa si tratta di una grande mole di documenti e di dischetti di computer che potrebbero fornire informazioni molto utili non solo sulla programmazione di altri attentati terroristici negli Stati Uniti e nel resto del mondo ma anche sulla rete di contatti del leader di al Qaida.

I documenti trovati potrebbero inoltre rispondere alla domanda se Osama bin Laden, che viveva da almeno cinque o sei anni nella abitazione a breve distanza da Islamabad, abbia ricevuto il sostegno di esponenti pachistani. Tema questo che oggi ha tenuto banco sia a Washington che a Islamabad. Il fatto che l’amministrazione Obama abbia lanciato l’operazione per la cattura di Osama bin Laden, che aveva il nome di codice di ‘Geronimo’, senza informare prima le autorità pachistane la dice lunga però sui sospetti americani sui rapporti tra il leader di al Qaida e certi esponenti pachistani. E Panetta è stato esplicito: il Pakistan è stato tenuto all’oscuro per timore che “potesse danneggiare l’operazione avvisando il bersaglio”.

Altro vivave dibattito all’interno dell’amministrazione Obama é il tema se rendere pubbliche le immagini del cadavere di Osama bin Laden. Il timore della Casa Bianca è che la diffusione delle immagini, con il volto di Osama bin Laden trapassato da un proiettile sopra l’occhio sinistro, possa dare fuoco alla benzina della rabbia nei paesi islamici. Ma la pubblicazione delle foto avrebbe l’effetto di mettere a tacere in modo definitivo gli inevitabili dubbi sulla identità dell’uomo ucciso a Abbottabad e identificato dagli americani come Osama bin Laden.

E mentre a Washington ci si interroga, sul web circola una nuova foto del volto insanguinato dello sceicco, dopo quella di ieri risultata falsa. Sono stati gli hacker di Anonymous a rilanciare su Twitter il link dove compare una foto la cui qualità fa presumere che sia stata scattata al buio. Nessuno ha potuto verificarne l’autenticità. Oltre alla foto del corpo si sta decidendo se rendere pubblico il video sul funerale in mare di bin Laden, altra fonte di critiche verso la Casa Bianca. Secondo fonti dell’intelligence questa scelta era stata fatta con largo anticipo rispetto all’inizio del blitz dei 79 Navy Seal nel bunker superprotetto. Per cercare di placare le polemiche a Washington è tutto un fiorire di particolari sull’estremo saluto a Osama: la sepoltura di Obama è avvenuto “in stretto rispetto dei precetti della fede islamica”.

Il corpo è stato collocato in un lenzuolo bianco e infilato quindi in un sacco sul ponte più basso della portaerei americana Carl Vinson, facendo poi scivolare il corpo nell’oceano dopo la lettura di alcune preghiere in arabo. La cerimonia è avvenuta alla presenza di pochi testimoni. La scelta aveva il chiaro obiettivo di impedire che la tomba di Osama bin Laden potesse diventare in futuro luogo di pellegrinaggio da parte dei seguaci del leader di Al Qaida. Così come l’uccisione di Osama bin Laden ha risparmiato agli Stati Uniti un altro incubo: quello di un processo se il capo di Al Qaida fosse stato catturato vivo.

Osama bin Laden sarebbe stato preso vivo dalle forze speciali americane, e ucciso solo in un secondo momento, sempre nei primi minuti del raid. A sostenerlo, secondo quanto scrive sul suo sito online l’emittente satellitare Al Arabiya, sarebbe la figlia dello sceicco del terrore, catturata assieme ad altri familiari di bin Laden durante il raid alla villa fortificata vicino Islamabad. Al Arabiya cita “alte fonti della sicurezza pachistana” che hanno preso in custodia i familiari arrestati, ora ospitati nell’ospedale militare di Rawalpindi.

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New York – Foto, video, dna del leader di Al Qaida ucciso nell’operazione Geronimo ci sono. Il capo della Cia Leon Panetta (prossimo segretario alla Difesa Usa) che le ha esaminate coi suoi esperti, lo ha confermato ieri in varie interviste con Cbs e Nbc (guarda video qui sotto), anche se si capisce che c’e’ un duro braccio di ferro con lo staff del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che frena di fronte al dilemma: dare al mondo le prove che tutti richiedono sull’effettiva morte di bin Laden, oppure diffondere le foto del cadavere crivellato di colpi, alimentando cosi’ il mito del martire islamico e infiammando ancora di piu’ sentimenti di vendetta nei seguaci di Al Qaida? Certo, non rilasciando le foto e i video i cospirazionisti di tutto il mondo, in occidente e oriente, avrebbero pane per i loro denti per anni a venire (ma anche se le fosse fossero mostrate, si direbbe subito che sono false, quindi…).

La Casa Bianca sta discutendo se rendere pubbliche le foto di Osama bin Laden morto perché sono immagini che potrebbero causare gravi reazioni. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney. “Ci sono delle sensibilità in gioco. Stiamo valutando la necessità” di renderle note, ha detto Carney, “a causa di queste sensibilità. Si può definirle foto raccapriccianti. E di certo sono potenzialmente foto incendiarie”. Il portavoce ha precisato che ai livelli più alti del governo Usa “c’è solo una discussione, non un dibattito animato” circa la pubblicazione delle immagini. In precedenza fonti della Casa Bianca avevano detto a Cnn che c’è “un consenso crescente” in favore della pubblicazione.

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Un blitz di 40 minuti condotto nella notte dai Navy Seals americani ha posto fine alla ‘missione’ jihadista di Osama bin Laden, ucciso, quasi 10 anni dopo l’11 settembre, in una sparatoria insieme a un figlio, due miliziani e una donna, usata come scudo umano. Il suo corpo è stato portato a Kabul, poi sepolto in mare. L’uomo più ricercato del pianeta non si nascondeva in una oscura caverna afghana, ma in Pakistan – Paese che aveva sempre negato fosse sul suo territorio – in una villa circondata da alte mura ad Abbottabad, a meno di 100 km da Islamabad. La Cia era da mesi sulle sue tracce. Un soddisfatto presidente Obama ha dato l’annuncio. Poi si sono scatenate le reazioni in tutto il mondo, mentre la folla festeggiava negli Usa.

Il video del corpo di Osama bin Laden mentre viene rilasciato in mare dalla portaerei americana Carl Vinson potrebbe venire reso pubblico. E’ quanto si legge sul sito della Abc che non fornisce altri dettagli a riguardo. Intanto il consigliere antiterrorismo della Casa Bianca John Brennan ha detto alla stessa emittente che l’amministrazione, con molta probabilità, diffonderà un’immagine del corpo di Bin Laden. Brennan ha però sottolineato che ciò verrà fatto con molta cautela, in quanto “non vogliamo fare nulla che metta a repentaglio la nostra abilità di conseguire un altro successo la prossima volta che prendiamo un altro di questi tizi”.

Secondo alcuni siti e agenzie americani, in particolare l’Associated Press citata da Drudge Report, un’ultima registrazione di propaganda fatta da Osama bin Laden poco prima di essere ucciso potrebbe essere presto pubblicata. Lo sostengono fonti di intelligence Usa secondo le quali non é ancora chiaro se la dichiarazione in questione sia sotto forma di audio o di video, ma una fonte dei servizi ha detto che la cosa sta già girando nella rete utilizzata da al Qaida. Sempre per le stesse fonti i tempi della vicenda sarebbero coincidenti ma non vi sarebbero indicazioni che lui sapesse che le forze americane stavano giungendo a catturarlo. La nuova registrazione potrebbe servire a dire una parola finale su un terrorista che si è preso gioco per anni degli Stati Uniti con messaggi di propaganda.

TROVATO PC OSAMA, PER 007 ‘MINIERA D’ORO’ – Una vera “miniera d’oro” è stata trovata durante il raid nel compound dove si nascondeva bin Laden in pc, dischi, memorie e materiale elettronico appartenute al leader di al Qaida e il tutto sarà passato al microscopio dagli esperti in una località segreta in Afghanistan. Lo riferiscono responsabili a Politico. L’ intelligence a Washington è particolarmente esaltata: “Centinaia di persone ci stanno lavorando, sarà un grande evento anche se se ne renderà utilizzabile solo il 10%”.

STAMPA PAKISTAN, FORSE UCCISO DA GUARDIA DEL CORPO – Il proiettile che ha ucciso Osama bin Laden potrebbe essere stato sparato non da un membro del commando americano che ha investito la villa-fortezza ad Abbottabad, ma da un uomo della stessa sicurezza del capo di Al Qaida. Lo ipotizza oggi il quotidiano Dawn di Islamabad. Il giornale cita un responsabile pachistano che ha visitato il luogo del blitz poco dopo la partenza delle ‘teste di cuoio’ statunitensi e secondo cui l’uomo più ricercato del mondo “potrebbe essere stato ucciso da una delle sue guardie, a cui aveva dato precise istruzioni di impedire che fosse catturato vivo”. La fonte ha aggiunto che “per quello che si comprende della dinamica dell’assalto da parte del team americano, è pressoché impossibile immaginare che Bin Laden possa essere stato ucciso con un solo colpo da uno degli attaccanti mentre opponeva resistenza”.

– IL NASCONDIGLIO – Dopo l’11 settembre Osama bin Laden era diventato un ‘fantasma’: gli americani bombardarono per settimane le caverne sui monti afghani di Tora Bora, dove pensavano fosse nascosto, ma lui riuscì a fuggire, se mai c’era stato. Da allora si ritenne che vivesse nelle aspre zone tribali del Pakistan: per quasi dieci anni, fino alla scorsa notte, quando è ricomparso, solo per essere ucciso, in una grande villa circondata da alte mura in un quartiere residenziale di Abbottabad, sede di una importante caserma e di un’accademia militare, a poche decine di km dalla capitale Islambabad. Lì viveva con almeno due sue mogli e sette suoi figli e vari collaboratori. Fra questi anche il ‘corriere’ che ha messo involontariamente la Cia sulle sue tracce, ucciso ne blitz. La grande magione era senza internet e collegamenti telefonici.

– IL BLITZ – Preceduto da almeno cinque riunioni in marzo e aprile, il blitz, ha reso noto Obama, ha ricevuto il via libera venerdì scorso. La missione, hanno lasciato filtrare fonti del Pentagono, era di uccidere Bin Laden, non di catturarlo. Il raid é stato condotto in 40 minuti nel primo pomeriggio di ieri ora di Washington, quando in Pakistan era da poco passata la mezzanotte, da un commando di un 15-20 incursori dei Navy Seals giunti con un paio di elicotteri dall’Afghanistan. Bin Laden ha combattuto ed è stato colpito alla testa. Nella sparatoria sono morti anche un suo figlio, due miliziani e una donna, usata probabilmente come scudo umano. Arrestate due sue mogli, sei figli e altri quattro collaboratori.

– SEPOLTURA IN MARE – Il commando Usa è poi tornato in Afghanistan dove è stata eseguita un’autopsia del corpo, successivamente sepolto in mare nel Golfo, dopo una cerimonia religiosa a bordo della portaerei Usa Carl Winson, nel rispetto, hanno detto fonti governative Usa, della tradizione islamica.

– OBAMA: GIUSTIZIA E’ STATA FATTA – “In notti come queste, possiamo dire a quelle famiglie che hanno perso i loro cari a causa del terrorismo di Al Qaida: giustizia è stata fatta”. Queste le parole di Barack Obama nell’annunciare nella notte la morte di Bin Laden. Già prima che parlasse, festeggiamenti erano in corso in tutti gli Stati Uniti. Il presidente ha di nuovo parlato ore dopo: “Il mondo è più sicuro”, “questo è un buon giorno per l’America”.

– IL GIALLO DELLA FOTO E LA PROVA DEL DNA – Del volto sfigurato di Bin Laden le tv pachistane hanno diffuso una fotografia rivelatasi falsa, tanto da essere poi ritirata. Gli americani non hanno fornito per ora immagini del cadavere, ma il test del dna ne ha confermato l’identità al 99,9%.

– SODDISFAZIONE, MA NON ABBASSARE LA GUARDIA – Reazioni positive e congratulazioni all’America sono giunte da tutto il mondo, ma sono stati tanti gli avvertimenti che la morte di Bin Laden non pone fine alla minaccia del terrorismo, anzi nuove azioni potrebbero essere condotte per vendicarne l’uccisione. Lo denuncia l’Interpol, e vari governi europei e mediorientali mettono in guardia. Massima allerta anche per gli italiani in Afghanistan, mentre gli Usa allertano le loro ambasciate nel mondo e le polizie delle principali città degli Stati Uniti.

– NATO ANNUNCIA: LA MISSIONE IN AFGHANISTAN CONTINUA – Il segretario generale della Nato Rasmussen, ha annunciato che la missione in Afghanistan continua, per “assicurare” che il Paese “non ritorni a essere un paradiso per i terroristi e gli estremismi, ma possa svilupparsi in pace e in sicurezza.

– DAL MONDO ISLAMICO MINACCE VENDETTA E PLAUSI – Promettono vendetta i talebani pachistani, mentre il presidente afghano Karzai dice che Bin Laden ha “pagato il giusto prezzo per le sue azioni” e avverte i talebani di casa sua: “Imparate la lezione”. Hamas condanna l’uccisione, mentre per il Fatah di Abu Mazen – con cui il gruppo integralista deve firmare un accordo di riconciliazione – è una “buona notizia per il processo di pace”. Teheran ingiunge agli Usa di andarsene ora dal Medio Oriente, mentre le capitali arabe appaiono cautamente sollevate. Più interessanti le analisi di commentatori arabi: Bin Laden, affermano, era stato completamente scavalcato dalla primavera araba, la sua parabola era ormai in discesa. Ne è emblematico quanto avvenuto in Egitto, patria di Ayman al Zawahri, N.2 e probabile successore di Bin Laden: il regime di Hosni Mubarak era stato uno dei bersagli prediletti delle invettive di Al Qaida, ma non è stato rovesciato da azioni violente né da una parola d’ordine ‘islamica’, bensì da una folla pacifica che invocava “democrazia e libertà”.

A sole 24 ore dalla morte di Osama bin Laden per mano americana, negli Stati Uniti comincia a farsi strada una vena di scetticismo, si rincorrono le prime domande su come siano davvero andate le cose e soprattutto sulla questione dell’identità del ‘principe del terrore’. Dopo l’infortunio della falsa foto apparsa ieri subito dopo la diffusione della notizia, in molti casi siti e giornali si chiedono come mai ancora non siano state fornite prove definitive e – nell’epoca consacrata all’immagine – osservabili da tutti. “Dov’é la foto?” chiede semplicemente il titolo sulla prima di Drudge Report, domanda simile a quella, secca, di Abcnews: “Dov’é la prova?”, alla quale fa seguito il titolo sulle “Domande scettiche a proposito della morte di Bin Laden e il cenno al fatto che “L’amministrazione Obama sta decidendo se fornire prove aggiuntive o meno”. La Cnn si chiede “Come mai è stato sepolto in mare”, mentre il Washington Post rileva che gli Usa restano “cauti sul rilascio delle prove” che effettivamente sia Bin Laden l’uomo ucciso a pochi km da Islamabad.

Il New York Times si dedica con un lungo e informatissimo pezzo a descrivere tutto quel che c’é stato “Dietro la caccia”, ma non mostra dubbi sulla questione dell’identità. Mentre Huffington Post si chiede a tutta pagina “E’ ora di andarsene?” dall’Afghanistan, L’Economist si pone due domande: “E’ giusto celebrare la morte di Osama” e “Cosa sapeva il Pakistan?”. E Skynews, dando voce ai ricorrenti dubbi di molti lancia: “Gli Stati Uniti possono dare la prova finale della morte di Osama?” aggiungendo che “Le circostanze” che hanno condotto a quell’esito sollevano “la domanda urgente su come gli Stati Uniti siano sicuri che si tratti proprio di quell’uomo”.

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Osama bin Laden non c’è più. Il cadavere è stato sepolto, secondo quanto ha riferito il portavoce del Pentagono, nel fondo dell’Oceano. Ma il blitz del commando Usa a Abbottabad, in Pakistan, oltre a eliminare il ricercato numero 1, potrebbe aver aperto nuovi sviluppi nella lotta al terrore. Durante l’assalto al covo-bunker del leader di Al Qaeda, infatti, le forze speciali della marina militare americana sarebbero entrate in possesso di un computer ricco di dati e informazioni fondamentali per l’intelligence, il filone madre, per usare le parole di un funzionario Usa. «Vi lascio immaginare che cosa c’è su un disco rigido di Osama bin Laden», spiega lo stesso funzionario a Politico. Nelle mani dei servizi segreti anche chiavette usb, dischi e altri dispositivi elettronici.

Intanto spuntano nuovi particolari sul blitz che ha portato alla morte di Osama. Il leader di al-Qaeda sarebbe stato ucciso da una delle sue guardie del corpo e non dai marines americani nel blitz di ieri a Abbottabad, in Pakistan. È questa la versione fornita da una fonte della Jamàa Jihad pakistana, ripresa dal giornale locale “Dawn”. Secondo la fonte «Bin Laden era sempre scortato da due guardie del corpo che avevano l’ordine di sparare contro di lui ed ucciderlo nel caso in cui fossero stati circondati da soldati nemici». Questo perchè «il leader di al-Qaeda non voleva in alcun modo finire prigioniero nelle mani degli americani ed essere sottoposto a torture».

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato che si recherà giovedì 5 maggio a Ground Zero, il luogo di New York in cui si trovavano le Torri Gemelle distrutte nell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 orchestrato da al Qaida. Emergono inoltre nuovi dettagli sul blitz e sulle modalità con cui questo è stato seguito dall’amministrazione americana. La Casa Bianca, in particolare ha smentito stanotte alcune dichiarazioni del principale Consigliere del presidente Barack Obama per l’antiterrorismo, secondo le quali Osama bin Laden si sarebbe servito di una donna, apparentemente una delle mogli, come scudo umano, durante il blitz delle forze speciali statunitensi durante il quale è stato ucciso.

Siamo stati in grado di seguire in tempo reale lo sviluppo dell’operazione, dal suo inizio, al momento in cui è stato raggiunto l’obiettivo, fino a quando è stato portato via il corpo”, ha detto il responsabile dell’antiterrorismo della Casa Bianca, John Brennan. In Pakistan, intanto, mentre il governo annuncia l’apertura di un’inchiesta su eventuali responsabilità nella ‘copertura’ di Bin Laden, l’ambasciata e i consolati americani sono stati chiusi a scopo precauzionale. “L’ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad e i consolati a Peshawar, Lahore e Karachi sono chiusi per gli affari correnti al pubblico fino a nuovo ordine”, ha confermato l’ambasciata degli Stati Uniti in un comunicato. “Rimangono aperti per qualsiasi altro affare e per i servizi d’urgenza per i cittadini americani”, è stato aggiunto. “Abbiamo preso questa misura per la sicurezza del pubblico, che terremo informato. La situazione sarà riesaminata con regolarità”, ha fatto sapere il portavoce dell’ambasciata di Islamabad, Alberto Rodriguez.

Infine la notizia più attesa. Il video del corpo di Osama bin Laden gettato ieri nel Mar Arabico dalla USS Carl Vinson verrà reso pubblico. L’amministrazione Usa sta anche valutando l’ipotesi di diffondere le fotografie del corpo del leader di al Qaida. Stando a quanto riferisce la tv Usa Abc, la salma di bin Laden è stata gettata in mare dopo una cerimonia funebre durata circa 40 minuti, in cui il corpo è stato lavato e avvolto in panni bianchi e un ufficiale militare ha letto una formula religiosa tradotta poi in arabo. Alcuni funzionari hanno precisato all’Abc che l’ultima cosa che gli Stati Uniti volevano era creare una tomba che potesse diventare un luogo da venerare per i terroristi.

La Cia ha pubblicato alcune fotografie satelittari che confermano il compound in cui viveva Osama bin Laden. Questa grande fortezza è stata costruita appositamente per nascondere Bin Laden nel 2005. Ventidue persone vivenano nella struttura e tutte sono state o uccise o catturate dalle forze note come Seal Team. [ARTICLEIMAGE]

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Non era certo nascosto in una delle tante grotte delle montagne tra Afghanistan e Pakistan, il numero di al Qaida Osama bin Laden, ucciso durante la nottata con un blitz delle forze americane. Il leader e fondatore della rete terroristica trascorreva infatti le sue giornate in una villa da un milione di dollari, in una delle periferie più chic poco distanti dalla capitale del Pakistan, insieme alla sua più giovane moglie.

Dopo più di nove anni e mezzo dalla caccia a bin Laden, iniziata successivamente agli attacchi dell’11 settembre del 2011, è qui che è stato trovato e ucciso l’uomo più ricercato del mondo: all’interno di un edificio di tre piani, circondato dal verde, assolutamente non nascosto alla vista.

La pedina che ha permesso alle forze Usa di trovare finalmente bin Laden è uno dei corrieri più di fiducia del leader di al-Qaida, che sarebbe stato identificato dagli uomini catturati a seguito degli attacchi terroristici di quasi 10 anni fa che hanno messo in ginocchio gli Stati Uniti.

“I carcerati hanno identificato quest’uomo come uno dei pochi corrieri fidati da Bin Laden e hanno indicato che avrebbe potuto vivere insieme a bin laden o essere protetto da lui”, ha detto un funzionario senior in occasione di un briefing con i giornalisti.

La villa ha sede ad Abbotabad, una città che dista appena 60 km da Islamabad, la capitale del Pakistan, abitata soprattutto da molti membri dell’esercito in Pakistan ormai in pensione. Il complesso, di una grandezza pari almeno otto volte quella delle case vicine, è dotato di efficienti misure di sicurezza, tra cui muri spinati di un’altezza compresa tra 3,6 e 5,5 metri e altri muri interni.

Due cancelli di sicurezza impedivano l’accesso e i residenti preferivano bruciare i rifiuti, invece di esporli fuori, come facevano invece gli altri vicini di casa. Poche le finestre del palazzo che si affacciano all’esterno.

Ma una terrazza esiste, anche se circondata da un muro di 2,1 metri per garantire la privacy di bin laden e company. “E’ importante notare che la proprietà è valutata $1 milione circa, ma non non è dotata nè di telefoni o di servizi Internet – ha affermato un altro esponente del governo”.