NYSE CERCA ALLEANZE STRANIERE

11 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La recente notizia della fusione del Nasdaq con i mercati azionari di Londra e Francoforte ha fatto sentire il fiato sul collo al New York Stock Exchange (Nyse), che ha reagito cercando alleanze in Europa, America Latina e Canada.

L’amministratore delegato del Nyse Richard Grasso ha infatti confermato di avere avuto contatti con le borse di Toronto, Mexico City, Santiago del Cile e con Euronext (che unifica i mercati di Parigi, Amsterdam e Brussel), per la possibilita’ di collegare i rispettivi listini. Ha escluso pero’ una vera e propria fusione come nel caso del London Stock Exchange, la Deutsche Boerse di Francoforte e il braccio europeo del Nasdaq.

Grasso ha detto che sebbene nessun accordo sia imminente, lo scopo di queste discussioni esplorative e’ quello di consolidare le contrattazioni delle azioni scambiate sui mercati americani e quelli stranieri, fornendo agli investitori l’accesso ad una piu’ vasta gamma di ordini.

“Gli investitori si rendono conto in modo sempre piu’ chiaro che il mercato e’ diventato globale, almeno per le prime mille aziende del mondo”, ha spiegato l’amministratore delegato, “Perche’ non renderne disponibili a tutti i benefici?”

Le varie alleanze in corso, ha proseguito Grasso, in realta’ offrono al momento ben pochi vantaggi agli investitori, perche’ mettono l’accento sugli interessi delle borse locali, che cercano di sopravvivere alla tecnologia e giustificare la propria esistenza nella crescente globalizzazione.

In generale, ogni forma di alleanza tra un mercato straniero e uno americano deve affrontare varie barriere logistiche e di regolamentazione.
Una societa’ straniera che intende quotarsi al Nyse o al Nasdaq, deve per esempio esempio essere autorizzata dalla Securities & Exchange Commission (SEC) – l’organo di controllo americano in materia di borsa – per rispondere a determinati standard. A sua volta, un investitore americano deve utilizzare un broker starniero per trattare all’estero.

Sebbene il Nasdaq intenda collegare elettronicamente tutte le sue consociate, al momento le sue joint-venture sono in realta’ mercati indipendenti sotto il marchio Nasdaq.

Per evitare alcuni di questi problemi, le alleanze del Nyse riguarderebbero solo i titoli gia’ trattati su entrambe le piazze, anche se questo significherebbe mantenere il mercato aperto 20 ore al giorno.

Lo stesso Grasso aveva lanciato l’idea di collegare elettronicamente i mercati occidentali nel 1998, al momento del primo tentativo di fusione tra la borsa londinese e quella tedesca, poi fallito.

Da un punto di vista logistico, il partner migliore per il Nyse potrebbe essere Toronto perche’ le societa’ canadesi seguono standard contabili simili a quelli americani e gli organi di controllo dei due paesi riconoscono i rispettivi sistemi.

Il Toronto Stock Exchange e’ gia’ in trattative per facilitare la compravendita di azioni canadesi sia con il New York Stock Exchange che con il Nasdaq. Un’alleanza con quest’ultimo e’ resa piu’ difficile dalla joint venture con il governo di Quebec chiamata Nasdaq Canada, sebbene ad un recente incontro del Toronto Stock Exchange il presidente del consiglio di amministrazione abbia commentato che “l’impatto del Nasdaq sul tentativo di ampliare le contrattazioni e il volume del TSE sara’ insignificante”.

Le discussioni ora sembrano concentrarsi sul consolidamento dei prezzi dei titoli canadesi trattati su entrambi i lati della frontiera. Ad esempio, se venissero offerte 10 mila azioni di Nortel Networks a $52 a New York e 15 mila azioni ad un prezzo equivalente a Toronto, un investitore di entrambe i mercati potrebbe acquistare un’offerta consolidata di 25 mila azioni.

Le contrattazioni di alcune societa’ canadesi, quali Nortel, Alcan Aluminium , Canadian National Railway e Barrick Gold sono cresciute sui mercati americani, spesso piu’ che sui propri.

Sul TSE il volume delle contrattazioni di titoli canadesi presenti anche sulle piazze statunitensi e’ infatti calato dal 65,6% del 1998 al 64,3% l’anno scorso al 59,8% attuale.

Il Nyse ha avuto contatti anche con il Buenos Aires Stock Exchange, ma le trattative al momento sembrano solo teoriche, anche per i recenti guai della borsa argentina che ha perso parecchie societa’ preda di acquisizioni. Alcune, come El Sitio, sono trattate solo sul Nasdaq e non sulle borse locali.

Anche la natura di un eventuale accordo transatlantico del Nyse con Euronext per controbilanciare l’alleanza Londra/Francoforte/Nasdaq, e’ incerta, ma se una tale joint venture si verificasse, finirebbe per creare due blocchi contrapposti.

Per ora e’ confermato solo che l’amministratore delegato della Paris Bourse ha espresso interesse in un collegamento con una borsa americana e che Euronext intende estendere di 4 ore e mezza l’orario di contrattazioni. Quest’ultima decisione potrebbe facilitare un accordo con il Nyse, che chiuderebbe quindi alla stessa ora.

Rimangono pero’ vari impedimenti a queste alleanze potenziali. Euronext non concentrera’ le borse di Parigi, Brussel e Amsterdam fino a quest’autunno e le prime contrattazioni saranno effettuate nel primo trimestre dell’anno prossimo.

Nel frattempo il Nyse sta considerando di convertirsi da una cooperativa controllata dai propri membri ad una societa’ quotata in borsa.

Recenti alleanze tra mercati e stato del settore:

Nyse, Tokyo Stock Exchange
Accordo di cooperazione e discussione sugli standard comuni.

Osaka Securities Exchange , Nasdaq Japan Planning
(joint venture tra Nasdaq e Softbank del giugno 1999).
La joint venture delle contrattazioni dovrebbe iniziare il 30 giugno.

Nasdaq, Stock Exchange di Hong Kong

Accordo di contrattazioni congiunte. Inizia alla fine di maggio.

Nasdaq Canada, Governo del Quebec

Accordo per la trattazione congiunta annunciata il 26 aprile.

Nasdaq Europe , iX
Joint venture annunciata il 3 maggio.

Euronext
alleanza tra borse di Parigi, Amsterdam e Brussel
Annunciata il 20 marzo. Inizio contrattazioni fine 2000.

London Stock Exchange, Deutsche Borse
Accordo previsto per l’autunno 2000.

Nordic Exchange : Copenhagen Stock Exchange, OM Stockholm Exchange

Inizio contrattazioni 21 giugno 1999.

Baltic Exchange: mercati di Tallinn(Lithuania) e Riga(Latvia) e quelli nazionali della Lithuania(br>
Intendono partecipare al Norex, Nordic Exchange. Annuncio: 2 maggio.

Iceland Stock Exchange e Oslo Exchange
Hanno annunciato separatamente questa primavera l’intenzione di partecipare al Norex.