NUOVO FLUSSO DI IPO SULLA BORSA DI HONG KONG

18 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Smartech Digital Manufacturing Holdings e Proactive Technology Holdings sono le prime due societa’ a sbarcare sulla borsa di Hong Kong con una offerta pubblica dopo le forti perdite del settore high-tech il mese scorso.

Forti della diminuzione della volatilita’ sia sul Nasdaq che nel comparto dei titoli tecnologici nel listino asiatico, le due societa’ iniziano le contrattazioni oggi sul Growth Enterprise Market (GEM) di Hong Kong – con una raccolta di circa $10 milioni ognuna – alla testa di un’ondata di IPO che probabilmente sbarcheranno sui listini dell’ex colonia britannica.

Le due societa’, produttrici una di componenti per PC e l’altra di infrastrutture per le telecomunicazioni, sono le prime IPO a testare il GEM dopo il quasi disastro di TechPacific.com e iSteelAsia.com i cui titoli si sono stabilizzati circa il 30% sotto il prezzo di collocamento.

StarEastNet.com, un portale in lingua cinese nel settore dell’intrattenimento, ha iniziato oggi il ‘roadshow’ per l’IPO che immettera’ sul GEM 170 milioni di azioni a 1,18 dollari di Hong Kong ognuna. Pur senza utili e con un fatturato minimo, StarEastNet.com raggiungerebbe grazie all’offerta una capitalizzazione di mercato di 1 miliardo di dollari di Hong Kong.

Anche se le aspettative di Philip Wong, amministratore delegato del portale cinese, sono alte, la banca d’investimento coordinatrice dell’IPO e’ pessimista sul fatto che il mercato sia pronto per nuove IPO almeno fino alla fine dell’estate.

Per piccole societa’, tuttavia, e’ piu’ importante riuscire a sbarcare sul mercato piuttosto che riuscire a farlo con successo visto che sarebbe piu’ complicato e dispendioso, dopo mesi di preparazione e spese per il lancio dell’IPO, aspettare tempi migliori e posticipare l’offerta.

Inoltre, la borsa di Hong Kong ha iniziato a fare pressione sulle societa’ che hanno annunciato offerte pubbliche in modo che non cambino i loro piani. Il listino asiatico ha recentemente spedito un memo alle banche coordinatrici delle IPO ricordando che ulteriori ripensamenti e ritardi potrebbero causare l’eliminazione dell’offerta dal calendario o la maggiorazione delle commissioni.