NUOVE PROVE SU PRICE FIXING DI CHRISTIE’S, SOTHEBY

8 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il Wall Street Journal ha riportato che circolerebbe una bozza di causa contro due delle maggiori case d’aste che proverebbe l’esistenza di documenti compromettenti.

Secondo questi documenti, Christie’s e Sotheby’s (BID) avrebbero fatto in modo di fissare i prezzi delle commissioni.

Christopehr Burge, un alto dirigente di Christie’s International, durante una telefonata a Herbert Black, un collezionista d’arte di Montreal, avrebbe ammesso la collaborazione di Christie’s con le autorita’ federali antitrust, e l’esistenza di documenti, consegnati agli investigatori, che provassero la condotta delle gestioni precedenti e l’intenzione di truccare le commissioni da parte di Christie’s e Sotheby’s.

Herbert Black e’ stato uno dei primi clienti a far causa alle due case d’asta alla fine di gennaio ed ora ha intenzione di continuare con queste prove.

Sebbene Burge, chairman di Christie’s America e uno dei piu’ noti battitori, abbia ammesso la telefonata a Burge, nega di aver parlato di documenti o prove contro la societa’.

Fonti vicine agli investigatori hanno pero’ confermato che le autorita’ siano state aiutate da informazioni fornite da Christopher Davidge, Ceo di Christie’s dimessosi a fine anno.

Sotheby’s (BID) viene trattata a 20 dollari, in aumento dell’1,27%.