Nuova tegola per Wells Fargo: truccati mutui dei clienti

15 Giugno 2017, di Alberto Battaglia

La banca americana Wells Fargo, dopo lo scandalo delle carte di credito emesse senza consenso, si trova a fronteggiare una nuova class action. Secondo la tesi dell’accusa l’istituto avrebbe cambiato le condizioni dei mutui senza autorizzazione per i clienti in bancarotta. La banca ha negato ogni responsabilità attribuita.
Nel dettaglio, Wells Fargo avrebbe abbassato senza consenso la rata mensile del mutuo ai suoi clienti, con una mossa apparentemente magnanima nei confronti di coloro che si trovavano in condizione di bancarotta. Analizzando a fondo la cosa, però, viene fuori che questo cambiamento allungava di molto l’estinzione del mutuo col risultato di alzare notevolmente il costo complessivo del finanziamento ricevuto. In un caso citato nei documenti della class action si parla di una spesa relativa agli interessi che sarebbe passata da 55.593 dollari in 14 anni, a 55.593+85.000 per via dell’allungamento del mutuo di ulteriori 26 anni. Tale cambiamento non sarebbe stato concordato con le parti coinvolte come prescrive la legge; secondo la versione di Wells Fargo, invece, i cambiamenti sarebbero stati regolarmente notificati sia ai clienti sia alla corte.

“Le modifiche aiutano i clienti a rimanere nello loro case quando durante le sfide finanziarie”, ha spiegato al New York Times il portavoce della banca, Tom Goyda, “e le abbiamo usate per aiutare più di un milione di famiglie sin dall’inizio del 2009”.

Non è chiaro quante volte sarebbe stato applicato questo schema: sono stati citati, per ora, sette casi localizzati in Louisiana, New Jersey, North Carolina, Pennsylvania e Texas. L’eventualità che Wells Fargo abbia cambiato unilateralmente le condizioni dei mutui non sembrerebbe molto astuta, visti i rischi derivanti da possibili azioni legali. Il fatto che esistano incentivi governativi fino a 1.600 dollari per agevolare le condizioni dei mutui relativi a clienti in difficoltà non appare un motivo sufficiente, ha commentato al Nyt l’esperto legale Abelardo Limon Jr, il quale ha parlato di un possibile errore.

Wells Fargo, dopo aver ammesso la pratica illegale delle carte di credito attivate senza richiesta per raggiungere gli obiettivi di vendite, ha accordato il pagamento di 185 milioni di dollari.