NPL, lo schema di garanzie GACS è un successo

20 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Dopo le numerose proroghe negli ultimi tre anni, lo scorso 6 marzo è finalmente scaduto lo schema del governo italiano della Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS). Il programma, avviato a giugno 2016 e durato quindi quasi tre anni, aveva l’obiettivo di facilitare lo smaltimento dei crediti deteriorati iscritti nei bilanci delle banche italiane.

Per via dei limiti e vincoli agli aiuti di Stato, le autorità europee avevano chiesto che lo schema fosse soltanto temporaneo. Per questo motivo andava rinnovato ogni sei mesi. Tuttavia, il governo è riuscito a una nuova proposta per sostituire lo schema. Il nuovo programma sugli npl avrà scadenza tra due anni e ci sarà l’opzione di estenderlo di un altro anno. Un altro elemento che cambierà rispetto alla versione GACS precedente è che ci vorrà un livello di rating più alto di BBB per il collaterale. O un grado minimo di BBB (basso) sulla tranche più senior.

È l’agenzia di rating canadese DBRS a descrivere nel dettaglio come funzionerà lo schema. Pare che il programma non sarà ampliato per consentire l’inclusione nel dei prestiti difficilmente restituibili (gli UTP, acronimo che sta per unlikelyto-pay). Il governo non offrirà quindi garanzie in tutti i casi. Queste tipologie di crediti, seppur importanti per aiutare le banche a ripulire i bilanci, sono difficili da definire e classificare.

Smaltimento NPL: schema che funziona, sarà replicato in altri paesi

È difficile dunque per l’esecutivo includere i prestiti UTP nella legge, nonostante la domanda non manchi da parte del settore bancario. Nel 2018 ci sono state 14 operazioni relative ai prestiti npl garantiti dal governo con lo schema GACS. Dal 2016 il numero totale è di 21 e tiene conto delle ultime due transazioni eseguite quest’anno 2019.

C’è stata una sola operazione nella quale non si è fatto ricorso alla garanzia statale. Nel complesso, il programma GACS ha assistito le banche italiane nei loro piani di pulizia dei bilanci da 62 miliardi di sofferenze lorde.

Ogni volta che la garanzia GACS è stata estesa, c’è stato un incremento del numero di operazioni. Con una finestra di due anni impostata con il nuovo schema, la speranza è che non tutti gli emittenti aspetteranno l’ultimo momento o la scadenza del piano per agire. DBRS ritiene che per ora il piano abbia funzionato ma che c’è da attendersi un ulteriore miglioramento.

Per una volta l’Italia fa da paese precursore e il successo del programma verrà probabilmente replicato anche in altri Stati.

NPL, schema Gacs sta funzionando