Npl: il 75% dei crediti Unlikely To Pay è concentrato nelle prime 10 banche

22 Dicembre 2020, di Alessandra Caparello

Npl: il 75% dei crediti Unlikely To Pay è concentrato nelle prime 10 banche

Iniziato nel 2015, il deleveraging per le banche dei crediti dubbi, gli NPE (“Non-Performing Exposures”) è proseguito anche nel corso del 2020 ma lo scoppio della pandemia del Covid-19 il mercato conoscerà un nuovo fermento attendendosi tra i 60 e i 100 miliardi di nuovi inflow di NPE nei prossimi 24 mesi.
Così emerge dal report  The Calm before the Storm targato PwC che scatta una fotografia del mercato italiano dei Non-Performing Loans secondo cui, al netto di fattori mitiganti quali ad esempio i ritorni in bonis e gli aiuti statali, si prevedono inflow netti compresi tra 50 e 70 miliardi di euro.

Npl, il report di PWC

Nel primo trimestre del 2020 le prime 10 banche italiane hanno avuto il 75% degli Utp, i crediti Unlike To Pay che ammontavano a circa 59 miliardi  ma nonostante lo scoppio della pandemia, seppur dopo un primo rallentamento iniziale, le principali banche italiane stanno proseguendo la loro strategia di deleveraging.

Nel 2020 si sono registrate transazioni per un ammontare complessivo di circa €30mld. Inoltre, nel triennio 2021-2023 sono attese transazioni dai €30mld ai €40mld all’anno che andranno a compensare i nuovi inflow.

La nuova sfida che il mercato NPE si prepara ad affrontare sarà influenzata dagli impatti delle nuove misure d’emergenza adottate sia a livello nazionale che europeo e dalla loro efficacia nel sostenere le imprese. Ma quando queste misure cesseranno i propri effetti, il combinato disposto della diminuzione del volume d’affari a causa del lockdown e del conseguente deterioramento della posizione finanziaria netta di molte imprese, porterà alla necessaria ridefinizione dei rapporti e alla riclassificazione di una parte dei crediti a UtP.
Le banche dovranno essere pronte a gestire meglio questo fenomeno per contribuire al sostegno delle imprese meritevoli e industrialmente solide che sono entrate in crisi a causa della pandemia”. Così afferma Gabriele Guggiola, Regulatory Deals Leader di PwC, in merito alle misure straordinarie adottate per fronteggiare gli impatti del Covid-19.

Il report di PwC prevede che l’esplosione della pandemia del Covid-19 avrà un impatto importante, anche se ancora difficilmente quantificabile in maniera puntuale, sul mercato NPE.

Questo non sarà più focalizzato sulla sola gestione degli stock di Npl e non potrà più essere considerato un “grande run-off”. Ci si aspetta che l’”Industria” degli NPE sarà invece protagonista nella gestione dei nuovi flussi e nel supportare laddove possibile il tessuto economico e sociale del Paese. E crediamo che il sistema finanziario si sia “rafforzato” negli ultimi anni e sia, complessivamente, più “preparato” per gestire questa nuova ondata di NPE.