Abi e Cerved: incidenza Npl potrebbe tornare a salire nel 2020-21

27 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

La buona notizia: nel 2019 le sofferenze bancarie hanno continuato il loro percorso di diminuzione, mentre l’incidenza degli Npl sui prestiti erogati alle imprese è diminuita.
La notizia meno buona è che nei prossimi due anni i crediti deteriorati potrebbero tornare a crescere, seppur a ritmi inferiori alla media pre-crisi. E’ quanto rileva un rapporto dell’Associazione bancaria italiana e Cerved, presentato venerdì 27 dicembre.

Npl, a che punto siamo

Secondo le stime dell’Abi a fine 2019 i Npl totali saranno 80 miliardi, contro gli 84 dello scorso giugno e i 197 miliardi di fine 2015. Rispetto a quattro anni fa la riduzione arriverebbe al 60%.
Parallelamente, i debiti delle imprese nei confronti delle banche si sono deteriorati al tasso più basso dai tempi post-crisi: il 3,1% del totale è diventato Non performing loans (Npl) contro il 3,3% del 2018, con differenze però ancora consistenti tra il Nord-Est (tasso al 2,3%) e il Sud (4,4%). In altre parole, è migliorata la capacità delle imprese nell’onorare i debiti che hanno contratto nei confronti delle banche.

La crescita economica dovrebbe allungare il passo nei prossimi due anni, dal +0,1% stimato per il 2019 dall’Abi al +0,6 e +0,8% per 2020 e 2021.
Ciononostante, il rapporto Abi-Cerved prevede una crescita del tasso di deterioramento l’anno prossimo per tutte le tipologie d’impresa, in tutte le aree geografiche del Paese e per tutti i settori produttivi a fine 2021 i tassi di deterioramento sono visti in rialzo al 3,3%.
Resterebbe, comunque, un livello inferiore a quello della media pre-crisi (fra 2006 e 2008 era al 3,6%).

“Il Rapporto conferma che anche in caso di una perdurante debolezza del ciclo economico non si interromperà il trend di riduzione della rischiosità degli attivi delle banche operanti in Italia”, ha commentato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini (in foto), “la stabilizzazione del flusso di nuovi crediti deteriorati sui livelli pre-crisi favorirà anzi un’ulteriore contrazione dell’Npl ratio, che ci attendiamo convergere in breve tempo sui target fissati dalle Autorità di vigilanza”.