Non solo Nasdaq. Hi-tech cinese snobba Covid e divieti Usa: titoli in gran corsa

24 Agosto 2020, di Mariangela Tessa

La difficoltà nella fornitura di materie prime per via della pandemia del COVID  e i divieti imposti ai giganti come Huawei e Tik Tok non frenano la corsa delle azioni hi-tech cinesi. Che continuano a produrre rendimenti impressionanti in Borsa grazie alla crescita nazionale. Un apprezzamento che si confronta con il listino tecnologico per eccellenza, l’americano Nasdaq che da inizio anno ha messo a segno un rialzo del 32% facendo registrare nuovi massimi storici.

 

Lo rileva GlobalData, una delle principali società di dati e analisi.

“Nonostante le mosse degli Stati Uniti contro le app cinesi, l’ Invesco China Technology ETF (CQQQ), un importante indice che traccia le prestazioni di mercato delle società tecnologiche cinesi, ha riportato nell’ultimo anno (al 19 agosto 2020) un rendimento del 24,3%. L’incremento è stato dovuto principalmente a una crescente fiducia all’interno degli investitori come risultato della nuova politica del presidente cinese, Xi, che si concentra  su una politica di consumi e innovazione interni  per garantire una “crescita economica sicura” ha spiegato Anindya Biswas, analista di GlobalData.

Boom dei ricavi

La corsa delle azioni trova le base nel buon andamento dei ricavi. Qualche esempio. Tencent Holdings ha registrato una crescita dei ricavi su base trimestrale del 6,3% nel secondo trimestre del 2020, a seguito dell’aumento del numero di account utente attivi mensili e della crescente spesa in automobili ed elettronica di consumo.

Altri top player come Baidu e NetEase hanno registrato una crescita rispettivamente del 15,5% e del 25,9% nei loro ricavi trimestrali.

Senza considerare che negli ultimi mesi aziende cinesi come Huawei, Xiaomi e Oppo,  che hanno sostituito Samsung e Apple come protagonisti nel mercato globale degli smartphone. Modelli, prezzi competitivi e domanda interna sono stati fattori di supporto.

Biswas conclude:

“Sebbene gli Stati Uniti si siano recentemente aggiunti ad Australia, Nuova Zelanda, Vietnam, Taiwan e Norvegia nell’elenco dei paesi che hanno ridotto la loro dipendenza dalla tecnologia cinese, gli investitori continuano a investire nel mercato interno. Tuttavia, l’impatto del riorientamento verso l’interno dell’economia cinese come risultato di questi blocchi e il successo della doppia circolazione del paese si vedrà nel lungo periodo “.