“Nobel per la Pace? Diamolo a Lampedusa”

4 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – «Ci penso da stamattina: diamogli il Nobel, il Nobel per la pace». È un lettore a rilanciare un’idea folle e straordinaria: per Lampedusa, il suo sindaco e i suoi abitanti. Propone il Nobel dell’esempio e della fratellanza.

Francesco Pedilarco chiama il Corriere e anticipa al telefono un sentimento collettivo, quello che hanno provato ieri tanti di noi: non si può restare fermi, indifferenti davanti alle grida disperate di uomini e donne scaricati in un pozzo di disumanità.

Non basta piangere, indignarsi, continuare a chiedere che cosa si può fare per fermare l’orrore dei barconi che ci sprofonda nella vergogna, come ha detto papa Francesco. «Il Nobel, ci vuole il Nobel», ripete. Perché Lampedusa sta dando un grande esempio di fratellanza, generosità e sacrificio. Un esempio a tutto il mondo. Accoglie, alloggia, e nutre un esercito di poveri cristi, rischia il collasso e non si tira indietro. E non è questo sentimento espresso da una comunità straordinaria meritevole di un Nobel?

UN PENSIERO COLLETTIVO – «Non sentite anche voi il bisogno di estendere questi valori, e di esercitarli in ogni luogo del mondo, ovunque ci sia qualcuno che soffre e chiede aiuto?», ci dice il lettore.

Quanti sono i migranti arrivati in questi mesi sull’isola? Quanti sono stati soccorsi dalla generosità degli abitanti? Quanti ne sono stati salvati? Quante volte il sindaco ha detto: aiutateci, da soli non ce la facciamo? Io sono siciliano, racconta Pedilarco, e non posso fare altro che ringraziare il cuore generoso della Sicilia.

Lampedusa sta dando un esempio ai nostri figli, ai ragazzi di tutto il mondo: all’orrore, all’odio e alla vergogna gli abitanti di Lampedusa contrappongono il coraggio e l’umanità del carabiniere che si getta in mare salvando tre vite e quello del pescatore che si tuffa per spingere a riva due poveri disperati.

Siamo abituati a voltarci spesso dall’altra parte per non rischiare, per non sentirci coinvolti. Ma questa volta, oltre al coinvolgimento, oltre a tirar su i cadaveri e a seppellirli in qualche modo in un’isola senza più posto, dobbiamo chiedere qualcosa di più . Ha ragione il lettore. Il Nobel per Lampedusa è un modo per ricordare a tutti che questa vergogna deve finire e non ci si deve voltare dall’altra parte.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Copyright © Corriere della Sera. All rights reserved