Niente tregua a Wall Street Dow -3.6%, S&P 500 -3.9% Con il mercato orso, aumentano i rischi

20 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Forte pressione di vendite a New York. Balzo del 30% per il Vix, l’indice della volatilita’. Non accenna ad allentarsi la pressione dei sell a New York, per via delle preoccupazioni globali relative alla tenuta dell’euro e dei debiti sovrani in Europa. L’euro intanto ha recuperato fino a $1.2493. Alcune materie prime come rame, platino e palladio sono in forte calo.

Il Dow perde 218 punti (erano 170 in apertura e 260 sui minimi) a 10226 (-2.09%), il Nasdaq scivola di 62 punti a 2236 (-2.7%) mentre l’S&P 500 lascia sul terreno 27 punti a 1089 (-2.38%) ed e’ quasi in zona correzione, con un calo di -11% dai massimi di aprile. L’euro recupera a $1.2493.. Il rendimento del titolo del Tesoro a 10 anni e’ calato al minimo del 2010 in calo di 14 punti base al 3.23%.

L’indice S&P 500 e’ in piena fase correttiva, anche se ha recuperato rispetto ad un minimo intraday di -4.0% con cali generalizzati in tutti e 10 i comparti industriali dell’indice, secondo quanto scrive Bloomberg. Molte blue chips come General Electric, Alcoa, Boeing sono calate piu’ del 4.5% e tutti e 30 i titoli del Dow Jones sono in netto ribasso (al bottom intraday il calo del DJIA era di 358 punti).

Anche i dati macro hanno confermato che la ripresa economica Usa zoppica, e in certi casi arretra invece di avanzare. Lo si e’ visto dopo la pubblicazione del dato sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, tornati a crescere per la prima volta in un mese. Il risultato delude le attese degli analisti. Male anche il Superindice relativo ad aprile, che con un calo dello 0.1% segna la prima battuta d’arresto dopo 12 mesi consecutivi di rialzi. Cresce invece piu’ del previsto l’indice Fed Philadelphia, dimostrazione che la manifattura tiene.

Questi elementi vanno ad aggungersi alle tensioni in Europa, al persistere di timori sul debito dei paesi europei, ai greci nuovamente in piazza per protestare contro misure di austerita’ “lacrime e sangue” necessarie per risollevare l’economia locale e rendere il paese capace di onorare gli impegni nei confronti della Ue scesa in soccorso (ieri la Grecia ha ripagato i debiti in scadenza grazie alla prima tranche di finanziamenti Ue-Fmi incassati il giorno prima). Il tutto all’indomani di una scelta (quella di Berlino che ha optato unilateralmente il divieto di vendite allo scoperto per lottare contro le speculazioni) mentre echeggia ancora la eco di dichiarazioni allarmanti sul futuro della valuta europea da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel su cui oggi ha avuto da ridire il ministro francese Lagarde.

Sono questi gli elementi con cui gli operatori hanno a che fare a Wall Street mentre le borse del Vecchio Continente hanno chiuso tutte con cali intorno ai 2 punti percentuali.

Intanto il Portogallo ha fatto sapere che sta onorando alle scadenze sui titoli di stato di questa ottava mentre nel corso della prossima settimana mettera’ all’asta bond il cui valore andra’ tra i 500 milioni e il miliardo di euro con scadenza a ottobre 2015. Il rendimento del Bund decennale ha nel frattempo toccato i minimi del 1990, come riferito da Bloomberg, che ricorda anche che i Treasury con stessa scadenza si sono portati ai minimi di un anno.

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Piu’ che guardare all’economia a stelle e strisce gli esperti continuano a guardare al di la’ dell’oceano all’indomani per altro di un monito arrivato dalla Fed per mezzo delle Minute. I verbali della riunione del 28 aprile scorso dimostrano come alcuni membri del braccio di politica monetaria della banca centrale americana abbiano preso in considerazione un contagio seppur le stime di crescita Usa siano state viste al rialzo.

Sec e Commodity Futures Trading Commission, l’agenzia di supervisione degli scambi dei future delle materie prime, auspica nuovi circuit breaker (meccanismi per fermare o rallentare gli scambi quando i movimenti del mercato sono sproporzionati). La Consob americana, in particolare, ha suggerito un piano pilota che prevede uno stop alle contrattazioni di cinque minuti per ogni titolo che abbia registrato un calo del 10% nei precedenti cinque minuti.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio restano in calo. I futures con consegna giugno segnano una flessione di $1.90 attestandosi a quota $67.97 al barile (-2.72%). Sul valutario la moneta unica si attesta a $1.2382 (-0.27%). L’oro inverte rotta con un +$0.60 a $1193.70 (+0.05%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.25% dal 3590% di ieri.