Wall Street: futures con i piedi di piombo, oggi il dato clou sull’inflazione Usa. Petrolio in rialzo, Nicholas diventa uragano

14 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Futures Usa con i piedi di piombo, in attesa del grande market mover della giornata: la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo di agosto, che farà il punto della situazione sull’inflazione degli Stati Uniti, in un momento in cui le banche centrali continuano a rimanere dovish. L’indice sarà pubblicato alle 14.30 ora italiana.

Alle 12 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones sono piatti con una variazione pari a +0,07%; i futures sul Nasdaq sono fermi con -0,01% a 15.429 punti, mentre i futures sullo S&P 500 crescono dello 0,08% a 4.463 punti.

Ieri il Dow Jones e lo S&P 500 hanno interrotto la fase ribassista durata cinque sessioni consecutive.

Il Dow Jones ha guadagnato 260 punti, o lo 0,76%, lo S&P è salito dello 0,23%. Il Nasdaq Composite è rimasto piatto, subendo una variazione negativa pari a -0,07%, e scendendo per la quarta seduta consecutiva, la scia negativa più lunga dalla metà di luglio.

Otto su 11 settori hanno chiuso la sessione in rialzo, guidati dal rally degli energetici, supportato dai guadagni dei prezzi del petrolio.

Le quotazioni sono salite dopo la pubblicazione del rapporto mensile dell’Opec, che ha rivisto al rialzo l’outlook sulla domanda di petrolio del 2022.

I prezzi rimangono in rialzo sulla scia dei timori sull’offerta Usa, rinfocolati con l’annuncio del Centro nazionale Usa per gli Uragani, che ha reso noto che la tempesta tropicale Nicholas, che si sta dirigendo verso Houston, in Texas, si è trasformata in uragano.

Il petrolio WTI sale oltre quota $70, mentre il Brent viaggia oltre la soglia di $74.

Tornando al grande market mover di oggi, gli economisti intervistati da Dow Jones prevedono un aumento dell’indice dei prezzi al consumo, su base mensile, pari a +0,4% nel mese di agosto, e del 5,4% su base annua.

Il dato segue la pubblicazione, avvenuta la scorsa settimana, dell’indice dei prezzi alla produzione, sempre di agosto, volato dell’8,3% su base annua. Il rialzo è stato il più forte dal novembre del 2010.

Riguardo all’outlook di Wall Street e in generale dell’azionario globale, da un sondaggio di Deutsche Bank è emerso che una eventuale fiammata dell’inflazione nel mondo è la seconda paura più grande che attanaglia gli investitori, dopo la pandemia Covid-19.

La maggior parte degli investitori prevede una correzione dei mercati azionari compresa tra il 5% e il 10% prima della fine dell’anno. Nel suo sondaggio mensile, condotto all’inizio di settembre, Deutsche Bank ha intervistato più di 550 professionisti di mercato di tutto il mondo: il 58% degli interpellati ha detto di prevedere per l’appunto una correzione del mercato, mentre un analista su 10 stima una correzione superiore al 10%. Soltanto il 31% ritiene che non ci sarà alcuna correzione.

Lo S&P 500 è salito da inizio anno del 18% circa, il Nasdaq del 19%, lo European Stoxx 600 del 17%.