Telecom Italia: Cassa Depositi e Prestiti pronta a blitz nel capitale
MILANO (WSI) – Cento sessanta miliardi di euro di investimenti fra il 2016 e il 2020. È questa la cifra che la Cassa Depositi e Prestiti ha preparato per la Pubblica amministrazione, il settore delle infrastrutture e le imprese.
E non si esclude la possibilità di entrare nel capitale di Telecom Italia in merito alla banda ultralarga. Come ha sottolineato il presidente Claudio Costamagna, in conferenza al Ministero dell’economia con il ministro Pier Carlo Padoan e l’a.d. di Cassa Depositi e Prestiti, Fabio Gallia:
“Abbiamo due obiettivi il primo è sostenere il governo nello sviluppo della banda ultralarga in tempi brevi, il secondo è valorizzare l’investimento in Metroweb”.
Ma in tema di fibra ancora nulla è dato per certo visto che – come sottolinea Costamagna- Metroweb “sta dialogando con Telecom, ma anche con Enel, Vodafone e Wind”. Dopo la corsa degli ultimi giorni, il titolo del gruppo tlc cede l’1,5% circa in Borsa oggi.
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Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.