S&P: economia Eurozona robusta, Italia può ridurre gap nei prossimi anni
Secondo Standard & Poor’s la ripresa dell’economia dell’area euro è “robusta”. Lo scrivono gli analisti di S&P Global Ratings in un report pubblicato oggi pomeriggio.
“Crediamo che molti paesi del blocco possano ridurre il loro gap economico nei prossimi tre anni”, osserva Sophie Tahiri, economista dell’agenzia di rating americana.
In Italia la crescita resta tuttavia ancora moderata, sotto l’1% quest’anno e al massimo all’1% nel 2018, secondo le previsioni di S&P. Tra i principali rischi che gravano sulle prospettive del nostro paese viene citata “la considerevole incertezza sul futuro economico e politico“.
“I problemi delle banche italiane rappresentano un rischio sulle nostre previsioni, dato il potenziale inasprimento delle condizioni creditizie. Gli elevati livelli di crediti deteriorati devono essere affrontati e qualunque futura tensione di mercato sul settore bancario potrebbe ripercuotersi sull’economia”.
Inoltre, secondo S&P l’economia in Italia è “particolarmente sensibile agli shock da tassi di interesse, dato il suo elevato debito pubblico e il basso slancio di crescita. In più persiste l’incertezza politica”, legata alle prossime elezioni e alla loro tempistica.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo