Si inverte curva euro dollaro: non succedeva da crisi mutui subprime

12 Luglio 2018, di Daniele Chicca

Anche se tutti gli occhi degli investitori sono puntati sulla parte lunga della curva dei rendimenti Usa, che si appiattisce sempre di più avvicinandosi a livelli indice di una recessione in arrivo, per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria è la curva sul cambio euro dollaro a essersi invertita. Vuol dire che nel 2020 viene dato come maggiormente probabile un allentamento delle politiche monetarie da parte della Federal Reserve piuttosto che una stretta. È in netto contrasto con le aspettative dei membri del board della banca centrale: la maggioranza si aspetta uno o due rialzi nel 2020.

In cerca di segnali sullo stato di salute dell’economia e per anticipare le prossime mosse della Fed, gli investitori guardano con sempre maggiore attenzione alle curve tra i titoli del reddito fisso a due e dieci anni e quelle tra cinque e 30 anni. Ma come ricorda Bloomberg, lo spread tra i contratti euro dollaro a dicembre 2019 e l’anno successivo sono scesi ieri sotto lo zero per la prima volta. Significa che i trader speculatori sul breve non si aspettano che la banca centrale americana alzi ancora i tassi dopo il 2019. Anzi, come si è visto, ora il mercato sconta una maggiore probabilità di un taglio del costo del denaro piuttosto che di un incremento. Insomma, il gap tra le speranze della Fed e le aspettative di mercato si amplia sempre di più.