Sangalli (Confcommercio): delusione per rinvio taglio Irpef, alert su aumento IVA
Il presidente Carlo Sangalli, in occasione del convegno dedicato al ruolo delle professioni nel terziario, ha commentato le novità emerse con il Def, non nascondendo la delusione per la decisione del governo Renzi di rimandare il taglio dell’Irpef al 2018. Così Sangalli:
Sul Def non nascondiamo un pizzico di delusione, per l’intenzione del governo di rinviare il taglio dell’Irpef al 2018, perché di questa misura ne avrebbero beneficiato tutti i contribuenti in regola, senza distinzione alcuna. Per un paese più inclusivo e più giusto, più dinamico e più equo”.
Sangalli si è rivolto ancora al governo Renzi chiedendo di fare il possibile per evitare che scattino le clausole di salvaguardia:
“l’aumento dell’IVA sarebbe una vera e propria mazzata per i consumi, un boomerang che ricadrebbe sulla testa di tutti e per di più in modo regressivo, penalizzando soprattutto le famiglie più povere”.
Sui fondamentali dell’economia italiana:
“Il quadro generale appare indebolito, ma noi vogliamo mantenere una quota di ottimismo anche perchè ci sono segnali in controtendenza come i consumi e la produzione industriale di agosto”. E’ sicuramente fondamentale “ricostruire al più presto la fiducia di imprese e famiglie, perché solo così può esserci una crescita più robusta e diffusa. La parola chiave è tagliare la spesa pubblica improduttiva”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.