Previsioni, Stati Uniti: economia in frenata a fine 2015
WASHINTON (WSI) – Frena bruscamente la crescita economica degli Stati Uniti d’America nel quarto trimestre del 2015 con il PIL che è aumentato ad un tasso annuo dello 0,8 per cento.
Lo dice un sondaggio realizzato dagli economisti ed esperti dell’agenzia Reuters che mette in luce come il dollaro forte, la debole domanda di esportazione, il calo dei prezzi del greggio abbiano pesato sugli investimenti specie da parte delle imprese operanti nel settore energetico.
L’economia a stelle e strisce è cresciuta a un ritmo del 2% nel terzo trimestre e le previsioni del PIL per il quarto trimestre sono orientati al ribasso dopo che in base ad un report recente è emerso un crollo dei nuovi ordini per lunga durata di manufatti nel mese di dicembre.
Ma alcuni ostacoli alla crescita economica saranno temporanei e l’economia dovrebbe rialzarsi di nuovo nel primo trimestre. La Federal Reserve ha riconosciuto che la crescita “si è rallentata alla fine dello scorso anno”, ma ha anche osservato che “le condizioni del mercato del lavoro sono ulteriormente migliorati.” “Restiamo convinti che (il rallentamento) si svilupperà in una più grave crisi economica” – così Paul Ashworth, capo economista presso Capital Economics a Toronto.
“Abbiamo già visto una serie di balzi temporanei al rialzo del Pil. Tuttavia, ogni volta la crescita del PIL ha accelerato di nuovo nel trimestre successivo e non c’è ragione di credere che questa volta sarà diverso.”
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play