15:07 giovedì 4 Gennaio 2018

Petrolio, tensioni in Iran spingono i prezzi ai massimi da maggio 2015

Per via di fattori geopolitici e meteorologici, il prezzo del petrolio è salito ai massimi da maggio 2015 oggi, in una corsa alimentata dall’esacerbarsi delle tensioni in Iran. Le proteste di migliaia di iraniani contro la situazione economica e le ingiustizie sociali nella Repubblica Islamica, che la leadership dice siano alimentate dai “nemici dell’Iran” come gli Stati Uniti, hanno aumentato i timori circa l’offerta di greggio.

Anche il grande freddo negli Stati Uniti, che incrementa la domanda energetica, sta aiutando la materia prima – già sostenuta dall’estensione del taglio ai livelli di produzione decisa dal cartello dei maggiori paesi esportatori dell’Opec – sui mercati finanziari. Le proteste in Iran sono iniziate una settimana fa nella città di Mashhad. La leadership iraniana è accusata di non rispettare le promesse fatte circa i miglioramenti delle condizioni economiche della popolazione.

Dopo aver toccato i massimi di 68.27 dollari stamattina, alle 14.20 italiane circa il contratto sul Brent perde 1 centesimo a quota $67,83 al barile. Il future WTI americano, che ha raggiunto i livelli più elevati da maggio 2015, in questo momento avanza di 15 centesimi attestandosi in area $61,78.

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