Petrolio, la Russia gela i rumor e stronca il rally

21 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

Occhio al settore delle materie prime e in particolare ai petrolio, che hanno frenato la corsa delle ultime ore. Durante le contrattazioni delle borse in Asia, i rialzi sono stati fino a +4% circa, sulla scia delle speranze degli investitori su un nuovo incontro tra i produttori di petrolio, dopo il flop del meeting di Doha.

Una doccia fredda è arrivata perà dalla Russia, con le dichiarazioni del ministro dell’energia Alexander Novak, che ha affermato, parlando ai media locali, che non ci sono al momento piani per indire un altro meeting. Nelle ore precedenti erano circolate indiscrezioni che parlavano di un meeting che si sarebbe tenuto a Mosca, nel mese di maggio.

La Russia ha anche reso noto che potrebbe portare la produzione di petrolio al record di sempre. Questo, dopo la notizia secondo cui l’Arabia Saudita potrebbe inondare il mercato di ulteriori quantità di petrolio aumentando la sua offerta.

Nelle contrattazioni dei mercati asiatici, i prezzi del Brent sono saliti fino a $45,97, mentre il contratto con scadenza a marzo del WTI Crude ha segnato +3,8% nelle contrattazioni Usa arrivando fino a $42,63 al barile, prima della sua scadenza. I futures sul contratto WTI a giugno sono avanzati +0,41%, a $44,36 al barile.

Al momento i futures sul contratto WTI a giugno sono piatti con -0,09%, a $44,14, mentre il Brent fa -0,11%, a $45,75.