Parlamento UE: criptovalute non sono né da ignorare né da vietare

4 Luglio 2018, di Daniele Chicca

Il consiglio dell’Unione Europea ai paesi membri e alle autorità di controllo è quello di non vietare né snobbare le criptovalute. Entrambi gli approcci sono ritenuti infatti “estremi” e controproducenti. In un rapporto pubblicato di recente, il Parlamento UE spiega come le crypto andrebbero trattate, come andrebbero tassate e quale potrebbe essere l’impatto sul sistema finanziario e il tipo di contrasto che possono esercitare sul monopolio delle banche centrali in merito all’emissione di moneta.

L’analisi – un documento di 33 pagine intitolato “Virtual currencies and central banks monetary policy: challenges ahead” – è stata preparata dal dipartimento politico su richiesta della Commissione degli Affari Monetari ed Economici Ue e porta la firma di Marek Dabrowski e Lukasz Janikowski. Nel testo si osserva che le monete virtuali “sono spesso chiamate criptovalute perché la maggior parte di esse fa affidamento a degli algoritmi crittografici. Tuttavia il termine è fuorviante e ha un significato peggiorativo, pertanto non lo useremo nel nostro studio”. Le crypto sono piuttosto da ritenere “moneta privata che viene decentralizzata, che esiste esclusivamente nella sua forma digitale, che si basa su una tecnologia blockchain e che operano su scala internazionale”.