Ocse boccia l’istruzione italiana: pochi laureati e troppe discipline umanistiche
L’Italia incassa l’ennesimo “brutto voto” da parte dell’Ocse: in questo caso ad essere criticata è lo stesso sistema dell’istruzione del Bel Paese: in proporzione il Italia si trovano meno laureati rispetto agli altri Paesi europei, agli Stati Uniti e alla Svizzera. Lo si legge nel rapporto annuale “Education at a Glance 2017/Uno sguardo sull’educazione“. Pochi laureati e con una predisposizione verso le materie umanistiche (il 30%), fatto che non aiuta a venire incontro alle esigenze dell’economia. Secondo l’Ocse a pagare le scelte di studio sono soprattutto le donne, orientate verso lauree a basso tasso di occupazione.
L’Ocse suggerisce dunque di penalizzare le lauree meno richieste nel mercato del lavoro con un innalzamento delle tasse d’iscrizione e di abbassarle nelle aree, al contrario, più gettonate.
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La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso, influenzata dal calo nel settore tecnologico e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Mentre gli investitori si mostrano cauti, la Borsa di Shanghai si mantiene stabile grazie a misure governative.
eni ha annunciato l’avvio della produzione di elettricità dalla centrale a gas da 120 MW in Kazakistan, parte del progetto Mangystau Hybrid Power Plant. Questo traguardo rappresenta un passo avanti nello sviluppo della prima centrale ibrida del paese, che integra energia solare, gas e in futuro eolica, per fornire energia affidabile e a basse emissioni di carbonio.
Saipem ha annunciato l’aggiudicazione di un nuovo contratto di perforazione offshore dal valore complessivo di circa 260 milioni di dollari
La borsa di Tokyo ha chiuso con una performance mista: l’indice Nikkei ha subito una lieve flessione dello 0,17%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,45%. Gli investitori sono concentrati sugli sviluppi in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio ancora elevato. Anche la borsa di Seul ha registrato un aumento con l’indice Kospi in crescita dello 0,74%.