Ocse boccia l’istruzione italiana: pochi laureati e troppe discipline umanistiche
L’Italia incassa l’ennesimo “brutto voto” da parte dell’Ocse: in questo caso ad essere criticata è lo stesso sistema dell’istruzione del Bel Paese: in proporzione il Italia si trovano meno laureati rispetto agli altri Paesi europei, agli Stati Uniti e alla Svizzera. Lo si legge nel rapporto annuale “Education at a Glance 2017/Uno sguardo sull’educazione“. Pochi laureati e con una predisposizione verso le materie umanistiche (il 30%), fatto che non aiuta a venire incontro alle esigenze dell’economia. Secondo l’Ocse a pagare le scelte di studio sono soprattutto le donne, orientate verso lauree a basso tasso di occupazione.
L’Ocse suggerisce dunque di penalizzare le lauree meno richieste nel mercato del lavoro con un innalzamento delle tasse d’iscrizione e di abbassarle nelle aree, al contrario, più gettonate.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.