Nestlè ammette coinvolgimento in episodi di schiavitù in Thailandia

1 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

I prodotti Nestlè sono macchiati con il sangue di migranti poveri sottopagati e con il sudore di bambini. Mentre è impegnata a difendersi in tribunale dalle accuse di lavoro minorile in Costa d’Avorio, Nestlé ha fatto i conti con uno scandalo proveniente da un altro paese in via di Sviluppo, la Thailandia.

La multinazionale svizzera, uno dei brand più noti al mondo nel settore alimentare, ha ammesso episodi di ‘schiavismo’ nel paese asiatico, sottolineando che era impossibile evitare di essere esposta a tali rischi. Se si pensa che il mercato del pesce in Thailandia è pieno di esempi di lavoro forzato e traffico di esseri umani, non deve sorprendere scoprire che il brand di cibo per gatti Fancy Feast ha ammesso di aver fatto affari con un fornitore implicato in quei crimini.