Mercati scossi da Fed, che dice: tassi bassi rischiano di creare instabilità
Il sentiment sui mercati è stato frenato dalle dichiarazioni rilasciate nel corso di una audizione alla Commissione bancaria del Senato Usa da Janet Yellen, numero uno della Fed.
Oltre ad alimentare dubbi sullo stato di salute dell’economia, dell’inflazione e del mercato del lavoro Usa, Yellen ha anche lanciato un avvertimento sul permanere di tassi bassi per un periodo di tempo prolungato, affermando che una tale situazione “potrebbe alimentare l’instabilità finanziaria“, anche se la minaccia, a suo avviso, “al momento non è molto elevata”.
Tra l’altro, stamattina a Wall Street è stato diffuso anche un report di politica monetaria della Fed da cui risulta che, nel comparto azionario, “i ratio forward tra i prezzi e gli utili sono saliti a un livello ben al di sopra del valore mediano degli ultimi tre decenni”.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play