MERCATI: EUFORIA SUGLI EMERGENTI, FENOMENO ORMAI DA ARCHIVIARE?

27 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

a cura di Marco Vailati e Serge Escudé, dell’Ufficio Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda

Eurozona: “crescita confermata anche con la crisi in Grecia” – gli indici PMI dell’Eurozona mostrano che la crescita avrebbe perso solo una leggera spinta a luglio, in concomitanza con il picco della crisi del debito greco. Di fatto il tasso di espansione è rimasto rassicurante e robusto suggerendo che il ritmo di recupero per la regione nel suo complesso non sia cambiato sostanzialmente. La BCE ha continuato lo stimolo monetario che ha indebolito l’Euro aiutando l’export e la crescita. L’economia dell’area dovrebbe crescere almeno del +1,5% nel 2015, a condizione che non continuino le preoccupazioni sul rischio di Grexit, ciò che non è in alcun modo garantito. La settimana inizierà con l’Ifo tedesco atteso in leggero calo. Per la Zona Euro ci sarà la disoccupazione prevista in leggero miglioramento e la stima flash di luglio per l’inflazione prevista invariata.

UK: “crescita più moderata” – il calo delle vendite al dettaglio di giugno si è mostrato inaspettatamente su una vasta gamma di prodotti tra cui cibo, mobili, attrezzature sportive e gioielli. Tuttavia su base core il quadro delle vendite al dettaglio rimane forte. La crescita su base trimestrale, infatti, è stata dello +0,7%, registrando il periodo più lungo di rialzi dall’inizio delle rilevazioni nel giugno 1996. La persistente bassa inflazione e la buona crescita dei salari stanno permettendo ai consumatori di aumentare il loro potere d’acquisto, supportando così l’espansione. La Banca d’Inghilterra vede un aumento dei prezzi alla fine dell’anno e il governatore ha dichiarato che le prospettive per un primo aumento dei tassi di interesse saranno più chiare in quel momento, anche se il capo economista ha espresso un’opinione addirittura contraria.

USA: “l’immobiliare dati misti” – il mercato immobiliare mostra come il settore abbia beneficiato negli ultimi mesi della creazione di posti di lavoro, di tassi ipotecari storicamente bassi e di un incremento del numero delle famiglie. Tuttavia, l’aumento di offerta di case nuove e la crescita dei salari più veloce saranno necessari per sostenere il ciclo di recupero del settore immobiliare e diventare così un contributore più importante della crescita quest’anno. Tutto ciò segnalerebbe che le finanze degli americani sono migliorate grazie alle performance di borsa e ai tassi di interesse ancora relativamente bassi e all’inflazione contenuta. Eppure gli ultimi dati di spesa delle famiglie hanno deluso in quanto i consumatori hanno usato parte del risparmio dei costi dell’energia per rimborsare i debiti. La Fed sta monitorando i progressi nell’economia e si ritiene che aumenterà già a settembre il tasso di interesse per la prima volta dal 2006. Nel complesso i dati di questa settimana sono in linea con l’ultima testimonianza della Yellen che supporta la tesi di un’economia che sta riguadagnando slancio dopo la contrazione del 1trim. L’evento chiave della settimana sarà la riunione della FED e il dato del costo del lavoro per il 2° trimestre, considerato importante per la Banca Centrale. Inoltre, è attesa la prima lettura del PIL 2° trimestre, prevista a +2,5% annualizzato.

Cina: “confermata l’incertezza” – il PMI manifatturiero flash a luglio è sceso inaspettatamente e per il 5° mese sotto la soglia di espansione, suggerendo il perdurare di un’incertezza sulla crescita del 3trim. Tuttavia l’economia dovrebbe contare sulla ripresa del mercato immobiliare per sostenere la stabilizzazione della crescita ma nessun miglioramento evidente è probabile a causa dei vincoli strutturali dell’economia e del recente crollo del mercato azionario. Questa settimana sono attesi invariati i profitti industriali e il Leading Index.

Giappone: “crescita in consolidamento” – l’inatteso deficit della bilancia commerciale e la debolezza fiducia delle imprese manifatturiere mostrano a sorpresa una battuta d’arresto nel percorso di recupero dell’economia che comunque sembra uscita dalla recessione dei precedenti trimestri come suggerito dal PMI manifatturiero di luglio. La Banca del Giappone ha da tempo sostenuto che, nonostante un core CPI vicino allo zero, con l’economia che opera a quasi a piena capacità, la sua strategia di rilancio sta portando sulla buona strada. L’ipotesi è che inizieranno presto forti investimenti e con i salari più alti ciò dovrebbe spingere la crescita e raggiungere un aumento dei prezzi più vicino al target del 2%. Tuttavia nel loro insieme gli ultimi dati suggeriscono un consolidamento che sarebbe piuttosto coerente con le attese del consensus di un ulteriore intervento della BOJ già questo autunno. Questa settimana sono chiave i dati sull’inflazione (attesa stabile) e la produzione industriale (vista in ripresa).

Brasile: “le difficoltà continuano” – inflazione alta e disoccupazione in aumento a giugno. Il governo ha chiesto al Parlamento di ridurre il target di avanzo primario del 2015 a 0,15% da 1,1%. Questi elementi, insieme all’instabilità politica, confermano le difficolta dell’economia (Pil +0,1% previsto quest’anno) e un rischio di downgrade a junk. In settimana è atteso un ulteriore aumento dei tassi ufficiali.