Materie prime sotto pressione dopo che Trump ammorbidisce posizione Russia

23 Aprile 2018, di Daniele Chicca

Dopo le sanzioni imposte contro entità e oligarchi russi, Donald Trump ha fatto qualche concessione alla Russia. L’allentarsi delle tensioni tra le due potenze economiche hanno raffreddato gli scambi sulle materie prime, che hanno iniziato a ripiegare dopo i rialzi record della scorsa settimana. In particolare a essere colpiti dalle vendite sono i prezzi dell’alluminio, visto che il Tesoro Usa ha fatto sapere che il gigante dell’alluminio Rusal, il secondo al mondo per la produzione del metallo nel mondo, può continuare a esportare metalli se il suo patron, l’oligarca russo Oleg Deripaska, rinuncia al controllo. Nel comunicato si dice addirittura che le sanzioni potrebbero essere rettificate del tutto.

Il ministero del Tesoro americano ha anche posticipato la scadenza delle sanzioni, in modo tale da consentire alle aziende di continuare a fare affari con gli Stati Uniti fino al 23 ottobre. L’Europa, preoccupata per l’impatto negativo che potrebbero avere le sanzioni contro la Russia, ha chiesto all’amministrazione Tump di allentare la presa. Il valore dell’alluminio scende di quasi il 7% a quota 170 dollari, mentre il petrolio WTI cala dell’1,5% circa in area 67,34 dollari al barile.