JP Morgan, utili migliori delle attese grazie a elezione Trump
La vittoria alle elezioni Usa di Donald Trump ha avuto un effetto positivo anche sul bilancio di JP Morgan. Il colosso bancario numero uno in Usa per valore degli asset ha riportato profitti per un valore di $6,73 miliardi, o $1,71 per azione, rispetto ai $5,43 miliardi di utili, o $1,32 per azione, dello stesso periodo del 2015. Gli analisti di Thomson Reuters avevano previsto un utile per azione inferiore, pari a $1,44.
Il fatturato è cresciuto a $24,33 miliardi, rispetto ai $23,95 miliardi attesi. Nell’intero 2016, JP Morgan ha riportato utili a $24,7 miliardi, al nuovo massimo storico. Così come nel caso di Bank of America, la divisione di trading di JP Morgan ha beneficiato del periodo successivo alla vittoria alle elezioni Usa di Trump.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play