Italiani, conti deposito in crescita: “Perse micidiali occasioni di guadagno”

23 Gennaio 2017, di Daniele Chicca

Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori e non di investitori pronti a correre rischi con i propri soldi, tanto meno in periodi di crisi. Nel 2016 i depositi in banca sono aumentati di 83 miliardi di euro in Italia. E su 4.005 miliardi di euro di ricchezza delle famiglie italiane, il 32,3% è composta da liquidità – banconote, monete, depositi – con un incremento del +3,7% su base annua. Seguono a ruota polizze vita, fondi pensione e Tfr, un quinto del totale e in crescita del 6,4%.

“Gli italiani hanno disamore per il capitale di rischio e l’imprenditorialità, e amano tutto ciò che assimilano a certezza finanziaria come titoli di Stato, bond bancari, libretti di risparmio postale, depositi”, dice Alberto Foà, presidente di Acomea Sgr. Tale atteggiamento, secondo Foà “frutto di decenni di egemonia culturale dei partiti di matrice cattolica e comunista”, “li ha portati nel tempo ad allocare molto male una ricchezza finanziaria molto elevata. Si aggiunga che governo e autorità non hanno contribuito a mutare le cose, così si sono perse micidiali occasioni di guadagno”.

Secondo i dati del bollettino dell’Abi di gennaio dalla fine del 2007 l’ammontare dei depositi bancari — conti correnti, conti vincolati e pronti contro termine — è aumentato da 1.000 a 1.367 miliardi di euro, sui quali le banche pagano un tasso medio di appena lo 0,40%.