Italiani, conti deposito in crescita: “Perse micidiali occasioni di guadagno”
Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori e non di investitori pronti a correre rischi con i propri soldi, tanto meno in periodi di crisi. Nel 2016 i depositi in banca sono aumentati di 83 miliardi di euro in Italia. E su 4.005 miliardi di euro di ricchezza delle famiglie italiane, il 32,3% è composta da liquidità – banconote, monete, depositi – con un incremento del +3,7% su base annua. Seguono a ruota polizze vita, fondi pensione e Tfr, un quinto del totale e in crescita del 6,4%.
“Gli italiani hanno disamore per il capitale di rischio e l’imprenditorialità , e amano tutto ciò che assimilano a certezza finanziaria come titoli di Stato, bond bancari, libretti di risparmio postale, depositi”, dice Alberto Foà , presidente di Acomea Sgr. Tale atteggiamento, secondo Foà “frutto di decenni di egemonia culturale dei partiti di matrice cattolica e comunista”, “li ha portati nel tempo ad allocare molto male una ricchezza finanziaria molto elevata. Si aggiunga che governo e autorità non hanno contribuito a mutare le cose, così si sono perse micidiali occasioni di guadagno”.
Secondo i dati del bollettino dell’Abi di gennaio dalla fine del 2007 l’ammontare dei depositi bancari — conti correnti, conti vincolati e pronti contro termine — è aumentato da 1.000 a 1.367 miliardi di euro, sui quali le banche pagano un tasso medio di appena lo 0,40%.
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