Italia, compagnie tlc non potranno più chiedere bollette a 28 giorni sul fisso

27 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Le autorità di antitrust italiane hanno preso una misura a tutela dei consumatori per impedire che le compagnie telefoniche impongano tariffe a 28 giorni su rete fissa, una bolletta che negli ultimi tempi stava diventando la norma tra i principali operatori di telefonia rispetto alla classica tariffazione mensile e che provocava un aumento del prezzo da pagare per i clienti. Il provvedimento riguarda anche le bollette per il servizio integrato fisso-mobile, mentre per la telefonia mobile è stata ritenuta accettabile la tariffazione a 28 giorni.

Le compagnie di telecomunicazione avranno 90 giorni di tempo per adeguarsi alla decisione dell’Agcom, secondo i cui calcoli la fatturazione su base mensile generava in media un aumento dell’8,6% annuo delle bollette telefoniche per gli utenti italiani. L’agenzia a tutela dei consumatori ha giustificato la decisione spiegando che è anche una questione di trasparenza e di concorrenza leale, dicendo che “l’unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese, affinché l’utente possa avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi”.

Se da un lato Telecom Italia aveva annunciato il passaggio al nuovo schema di bollette soltanto dal primo aprile,  Wind Infostrada e Vodafone avevano applicato le bollette a 28 giorni già da un po’ di tempo.