Inflazione confermata al 2% in Eurozona, un problema per Draghi
L’inflazione ha toccato il 2% a febbraio rispetto all’anno precedente: lo dicono gli ultimi dati pubblicati sull’andamento dell’indice nell’area euro, che hanno visto confermate le stime preliminari. L’espansione su base tendenziale, in linea con le attese, si confronta con quella dell’1,8% registrata a gennaio. Il 2% è anche la soglia desiderata dalle autorità di politica monetaria.
Su base mensile, il rialzo dei prezzi al consumo (indice CPI) è stato dello 0,4%, anche in questo caso in perfetta sintonia con le aspettative. Il dato precedente sull’inflazione generale in Eurozona aveva registrato una variazione negativa dell’1,4%. Il dato ‘core’ – depurato di cibo ed energia – è stato dello 0,9% più alto rispetto all’anno prima, come da attese. La stima precedente, citata anche da Mario Draghi nell’ultima riunione di politica monetaria della Bce, era pure del +0,9% come del resto anche il dato del mese precedente.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.