I tre fattori dietro al diluvio di vendite sui mercati

7 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

La sospensione anticipata delle contrattazioni nei mercati azionari cinesi, il crollo del petrolio ai minimi di 11 anni (oggi perde anche -4%) e il netto calo delle riserve in valuta straniera in Cina (superiore alle previsioni) sono i tre fattori che hanno fatto suonare un campanello d’allarme nelle sale operative.

Come spiega Brenda Kelly, analista di London Capital Markets, “i mercati azionari europei sono nuovamente sotto pressione mentre i bond governativi si sono rafforzati ovunque per via delle perdite delle quotazioni del petrolio e dell’indice cinese della Borsa di Shanghai”.

Le riserve valutarie straniere si sono attestate a $3.330 miliardi in Cina e il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che servono 2.600 miliardi per garantire la stabilità dello yuan sul dollaro. La banca centrale cinese ha fissato a 6,5646 il valore della divisa nazionale rispetto al biglietto verde in calo dello 0,51% rispetto al giorno prima. È il livello più basso dal 2011. Le prospettive per la seconda economia al mondo sono sempre più cupe.