FXCM: ecco quale sarà la reazione dei mercati alla Bce
Con le nuove manovre ultra espansive da 2.200 miliardi di euro annunciate dalla Bce, il mercato ora sa che i tassi potrebbero rimanere effettivamente bassi sulla parte lunga della curva, con tassi in Usa che potrebbero essere rialzati soltanto a partire da questa estate in avanti. Secondo gli analisti di FXCM questo offre un “differenziale interessante”, che potrebbe portare a guadagni per chi decidesse di muoversi sul mercato valutario acquistando dollari. Un dollaro che sta vincendo, nel medio periodo, la sua battaglia a livello di debolezza contro l’euro.
“In sintesi, andare a far scendere il dollaro contro l’euro sembra una buona idea per tutti, con l’euro che potrebbe tornare verso area 1.0500/1.0800 dopo eventuali tenute di resistenze passanti tra 1.1500 e 1.1750. Assisteremmo, dunque, a un euro che non si indebolirebbe troppo e a un biglietto verde che non salirebbe in maniera univoca (la parità sarebbe deleteria adesso soprattutto per i costi di approvvigionamento e metterebbe in difficoltà gli Stati Uniti, in rallentamento)”.
Sul fronte delle borse, dopo i festeggiamenti iniziali al nuovo programma TLTRO e al potenziamento del QE della Bce, abbiamo assistito a una brusca inversione di tendenza, a testimonianza del fatto che “i mercati potrebbero dare più importanza ai dati ed alla situazione economica reale, piuttosto che alla liquidità immessa nel sistema”.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.