Federal Reserve, vice presidente Fischer lascia per “motivi personali”
Il vice presidente della Federal Reserve Stanley Fischer si è dimesso dall’incarico. Il vice di Janet Yellen, che Barack Obama avrebbe voluto alla guida della banca centrale americana dopo la fine del mandato di Ben Bernanke, ha citato “motivi personali”. Fischer ha dato l’annuncio in una lettera inviata al presidente Donald Trump in cui dice che “è stato un grande privilegio servire il board della Federal Reserve e in particolare lavorare al fianco della presidente Yellen e degli altri uomini e donne zelanti e di talento del sistema della Federal Reserve”.
Le dimissioni saranno effettive a partire dal 13 ottobre e ora costringono Trump a trovare un sostituto in un momento assai critico per la Federal Reserve. La banca centrale è destinata presto ad avviare un piano di normalizzazione dei tassi di interesse e a varare un’operazione di riduzione del bilancio ‘monstre‘ da 4.500 miliardi di dollari gonfiatosi durante gli ultimi anni di stimoli monetari straordinari. Il mandato di Fischer avrebbe dovuto durare fino al 12 giugno del 2018.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.