Eurozona: Pmi servizi al minimo 20 mesi. Germania da stagnazione

5 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Notizie no dal fronte macro dell’Eurozona. Nel mese di settembre, l’indice Pmi dei servizi ha riportato il tasso di crescita più basso dal dicembre del 2014, a conferma delle indicazioni che, da diverso tempo, segnalano il rallentamento dell’ economia dell’area.

Di fatto, stando a quanto ha riportato Markit, l’indice Pmi dei servizi è sceso a 52,2 punti dai 52,8 punti di agosto: si tratta del ritmo di espansione peggiore dal dicembre del 2014, ovvero del minimo in 20 mesi.

Il PMI Composite – che include le indicazioni sull’attività manifatturiera – ha segnato la crescita più debole dal gennaio del 2015.

La crescita ha interessato la Francia, mentre rallentamenti hanno colpito la Germania, l’Irlanda e la Spagna.

Italia fanalino di cosa, in questo caso l’indice è sceso al minimo in 4 mesi, a 51,1 punti.

La dinamica di rallentamento che ha interessato l’area si spiega con i timori sulla Brexit e con l’attesa delle elezioni, previste per il 2017, in Francia e Germania. Ovviamente, la tensione è molto alta anche per l’appuntamento del referendum costituzionale in Italia.

Il dato della Germania è un campanello d’allarme. In questo caso l’indice finale composite Pmi stilato da Markit – che monitora sia l’attività manifatturiera che dei servizi, che insieme incidono sul Pil del paese per due terzi – è sceso a 52,8 punti dai 53,3 punti di agosto. Una performance che fa pensare all’incubo stagnazione.