Elezioni Olanda, Rutte: vittoria di Wilders sarebbe segnale grave anche se non governa
Il premier olandese Mark Rutte ha inviato il Paese a prendere sul serio la minaccia costituita da una possibile vittoria di Geert Wilders alle prossime elezioni in programma in questo mese. Anche se difficilmente il suo partito euroscettico e anti-islam potrà mai fare parte di una maggioranza di governo anche nel caso arrivi primo, “internazionalmente la gente dirà che la successiva tessera del domino è caduta, non importa chi governerà: dopo la Brexit, gli Stati Uniti, anche l’Olanda – poi seguiranno Francia, Germania e Italia. Se si guarda al caos sollevatosi negli Usa e nel Regno Uniti, allora è essenziale che noi si eviti” uno scenario simile, ha dichiarato Rutte in un’intervista a margine di un evento elettorale ad Amsterdam.
Rutte ha poi precisato: “Non è una questione di chi governerà. E’ il segnale che sarà dato se Wilders diventa il più grande” attore politico in Olanda. “E se dovesse mai arrivare al potere – sebbene senza il mio supporto – c’è il rischio che dopo una ripresa economica noi si entri in un grande cambiamento di corso politico con il caos che ne seguirà”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.