Effetto Fed su Wall Street, Dow Jones crolla di 185 punti. Occhio ai supporti per S&P 500

9 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Perdite così, a Wall Street, non se ne vedevano da parecchio. “Colpa” del fattore Rosengren, esattamente Eric Rosengren, numero uno della Fed di Boston e membro votante del Fomc, il braccio di politica monetaria della Banca centrale Usa.

Il funzionario della Fed ha lanciato l’alert pericolo bolla auspicando un graduale rialzo dei tassi di interesse. Parole che hanno fatto capitolare i principali indici azionari Usa, che stanno perdendo più dell’1%.

Il Nasdaq Composite  cede -1,17%, a 5.197 punti. Il Dow Jones scivola di oltre 185 punti, a 18.292, con una flessione dell’1%; lo S&P arretra dell’1,16% a 2.156.

Così ha commentato Matteo Paganini, chief analyst Fxcm Italia

“Le dichiarazioni di Rosengren (president della Fed di Boston) hanno influenzato in maniera pesante l’andamento dei mercati durante la giornata odierna. Lo S&P500 e gli indici americani hanno rotto i supporti di breve periodo ed ora guardiamo alle aree di supporto posizionate tra 2.140 e 2.150, zona sulla quale, se non dovessimo assistere al verificarsi di situazioni di avversione al rischio, potremmo cominciare a valutare delle ripartenze di prezzo. Ad ogni modo tutto dipenderà da come i prezzi arriveranno su quest’area, sempre che ci si arrivi. Attualmente però non possiamo valutare approfondimenti ribassisti oltre tali soglie ovvero ripartenze, a causa della mancanza di correlazioni stabili. Oltre alle discese sulle borse, abbiamo assistito a pesanti acquisti di dollaro americano, anche contro yen giapponese, il che ci conferma come le vendite attuate sul listini americani siano dovute a speculazione e a prese di profitto, piuttosto che ad avversione al rischio (un’altra evidenza importante arriva dal Dax che ha tenuto i supporti, senza seguire il movimento iniziale dei listini Usa). Il fatto che secondo Rosengren sia pericoloso aspettare a rialzare i tassi in Usa, ha prodotto le prese di profitto viste e tutto questo ci viene confermato dagli indicatori di sentiment che mostrano sensibili riduzioni di posizioni corte di borse Usa e di dollari. In caso di aumento degli sbilanci short, settimana prossima potrebbe essere possibile valutare riprese dei prezzi, soprattutto sul fronte borse, con possibili ritorni sui massimi”.