Dipendenti pubblici: salari in picchiata, -15% in busta paga

17 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Sette miliardi di euro è questa la cifra che serve per permettere il rinnovo triennale del contratto di circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici.

“Questa è la cifra che il Governo deve mettere sul piatto della bilancia, diversamente sarebbe ragionare sul nulla”.

Così parla Nicola Turco, segretario generale Uilpa a cui fa eco Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl che denunciano la perdita di valore dei salari pubblici:

“Pur con forti differenze tra i vari comparti, ogni lavoratore pubblico ha perso dal 2008 una media di 2.500 euro lordi l’anno, pari a 150 euro netti al mese, circa 220-230 euro lordi. Che le risorse, a legislazione vigente, ci siano non è un mistero o ribadiamo: agire sulla politica dei bonus, sulle consulenze esterne nella P.A., sulla reinternalizzazione dei servizi, sul sistema degli appalti e degli acquisti e restituire anche ai lavoratori il frutto del lavoro compiuto con la lotta all’evasione fiscale (…)  Il pubblico impiego è l’unico settore che ha subito dal 2008 un arretramento salariale, pari a una media del 13-15% in busta paga. E’ la prima volta che accade sarebbe un grave errore bloccare i contratti a vita. Al contrario, il governo deve fare uno sforzo sulle risorse, i 300 milioni messi sul piatto sono pochissimi, a fronte dell’introduzione di tutti gli elementi di innovazione contrattuale. Nessuno qui vuole aumenti a pioggia”.