Crescita a rilento: S&P rivede al ribasso PIL Italia ed area euro

26 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

La scure di S&P’s si abbatte sul PIL dell’Italia. L’agenzia di rating ha tagliato le stime sulla crescita dell’Italia dall’1,3 di giugno all’1,1% per il 2018. Stesso dato anche per il 2019 contro l’1,2% previsto in precedenza. Ma è tutta la zona euro che soffre, dicono gli analisti che hanno rivisto al ribasso anche il PIL dell’Ue al 2% nel 2018 (da 2,1%) confermando invece la proiezione dell’1,7% per il 2019. I rischi maggiori? I  negoziati per la Brexit e le trattative sulla legge di bilancio in Italia che “contribuiscono a esercitare pressione ribassista sull’euro fino ad almeno la metà del 2019”.

Gli economisti della società di rating hanno citato la prova, sin qui nel 2018, sottotono e deludente dell’attività economica in Europa rispetto agli Stati Uniti, sebbene ora gli indicatori economici sembrano indicare una ripresa di velocità che potrebbe andare a sostenere anche l’euro nel breve termine. Proprio per quanto riguarda la moneta unica, la tesi di Standard & Poor’s è che l’euro rimarrà debole fino a metà 2019, pagando la maggiore accelerazione dell’economia Usa, il percorso già ben intrapreso dalla Fed di normalizzazione della politica monetaria e l’incertezza politica.