Cosa dovrebbe accadere perché la Fed alzi i tassi già a marzo

2 Febbraio 2017, di Daniele Chicca

Lee Ferridge, responsabile multi-asset strategy per il Nord America di State Street Global Markets e Antoine Lesné, , hanno così commentato. Come ampiamente previsto, al meeting di febbraio il FOMC, il braccio di politica monetaria della Fed, ha lasciato invariati i tassi statunitensi allo 0,5-0,75%, e altrettanto invariata è rimasta la dichiarazione di accompagnamento rispetto a quella del meeting di dicembre.

Gli analisti di State Street vedono difficilmente un rialzo dei tassi già alla riunione di marzo – per il mercato c’è una possibilità su quattro che questo avvenga – tuttavia se le prospettive inflative dovessero cambiare la banca centrale non desisterebbe dal tenere a freno i prezzi al consumo.

Lee Ferridge, responsabile multi-asset strategy per il Nord America di State Street Global Markets, spiega che “il mercato attualmente attribuisce circa il 25% di probabilità ad un aumento dei tassi a marzo, e questa tendenza difficilmente cambierà in seguito a questa dichiarazione ampiamente neutrale. Anche se recentemente i commenti della Fed hanno assunto un tono più duro, l’incertezza sulle probabili mosse politiche dei prossimi mesi sembra indicare la volontà del FOMC di restare in attesa e osservare i prossimi sviluppi. Sebbene una mossa a marzo sia ancora possibile nel caso in cui l’inflazione globale e le aspettative di inflazione aumentassero in modo sostanziale nelle prossime settimane, attualmente sembra che il meeting di giugno rappresenti l’occasione più probabile per il prossimo aumento dei tassi”.

Secondo Antoine Lesné, responsabile strategia per l’area EMEA di SPDR ETFs (State Street Global Advisors), “la Fed dovrà evitare un aumento dei tassi troppo rapido” e prima dovrebbe aspettare che il piano di stimolo fiscale di Donald Trump venga approvato dal Congresso”. “Il mercato sta prezzando una maggiore probabilità di aumento nel mese di giugno. Recentemente i commenti della Fed hanno chiaramente assunto un tono più duro per preparare il terreno nel caso in cui la spinta fiscale venga accelerata o l’inflazione vada oltre l’obiettivo. Ciò potrebbe essere visto in modo moderatamente positivo dai mercati, e potrebbe ancora favorire i TIPS, visto che qualche sorpresa sull’inflazione potrebbe ancora verificarsi in primavera, portando gli investitori a cercare una protezione parziale attraverso queste strategie”.