Cina: banche hanno disperato bisogno di liquidità, interviene banca centrale
Dopo aver iniettato denaro a livelli record nel sistema finanziario e aver offerto prestiti ad alcune banche per soddisfare il loro bisogno di liquidità la settimana scorsa, la banca centrale della Cina (PBOC) è entrata di nuovo in azione. L’autorità di politica monetaria del paese ha iniettato altri 60 miliardi di yuan netti (somma equivalente a circa 8,7 miliardi di dollari) tramite operazioni di prestito pronti contro termine a 14 giorni e 28 giorni. La settimana scorsa la People’s Bank of China aveva immesso nelle vene del sistema finanziario 1.130 miliardi di yuan.
La domanda di denaro di solito tende a crescere prima delle festività del nuovo anno lunare cinese, che si terranno dal 27 gennaio al 2 febbraio, con le famiglie che un po’ come succede durante il nostro Natale si scambiano regali e partecipano a pasti luculliani. Da tempo con le sue azioni, come con l’innalzamento dei tassi di interesse interbancari a breve, la banca centrale della Cina sta tentando di dissuadere i cittadini dal servirsi dei fondi presi in prestito per comprare bond.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.