Brexit, Scozia: “anche il nostro parlamento deve votare” sull’articolo 50
Anche il parlamento della Scozia – e non solo quello britannico – ha il diritto di esprimersi sulla Brexit.
“La Scozia dovrebbe poter votare per fare scattare o meno l’articolo 50“, ha detto la Primo Ministro del paese Nicola Sturgeon, aggiungendo che il suo governo si opporrà alla decisione del governo di Theresa May di fare ricorso contro la decisione dell’Alta Corte britannica di non lasciare che il governo inglese bypassi il Parlamento e faccia scattare l’articolo dei trattati di Lisbona che dà il via ufficiale alla procedura di uscita di Londra dall’Unione Europea.
L’udienza della Corte Suprema sul ricorso del governo britannico si terrà il 5-8 dicembre. Sui mercati valutari l’euro si è rafforzato nei confronti della sterlina in scia alle dichiarazioni della leader di un paese che si oppone alla Brexit.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play