Bce, euro scosso sul Forex da nuove previsioni Pil e inflazione

8 Marzo 2018, di Daniele Chicca

Sui mercati valutari l’euro ha perso terreno con i rialzisti che non hanno apprezzato la revisione al ribasso delle stime sull’inflazione (da 1,5% a 1,4% nel 2019) e gli avvertimenti di Mario Draghi sui rischi legati alla guerra commerciale globale. I trader si aspettavano una visione più ottimista sull’economia da parte della Bce, ma dopo aver accennato a un miglioramento delle condizioni, Draghi ha in qualche modo deluso lasciando pressoché invariate le stime sul Pil e ritoccando invece al ribasso quelle sull’inflazione per l’anno prossimo. L’agenda di politica monetaria, inoltre, rimane praticamente invariata. Nel 2018 è confermata la previsione di una variazione positiva dell’1,4%. Le proiezioni sull’economia sono invece state alzate al +2,4% dal +2,3% per quest’anno, mentre per l’anno prossimo si anticipa un Pil in rialzo del +1,9% (stime invariate).

“La nostra politica rimane reattiva”, ha assicurato il governatore, che si trova davanti a un dilemma corneliano: tenersi altre munizioni in caso di bisogno rischiando di sbagliare i tempi, oppure sperare in una ripresa dell’inflazione e approfittare delle condizioni finalmente positive di ripresa economica in area euro per avviare una normalizzazione delle politiche monetarie.

Ecco allora che l’euro cede terreno per la prima volta in sei sedute. Dal punto di vista tecnico l’inversione di tendenza dopo i massimi di tre settimane toccati in precedenza è uno scenario da considerare ribassista. Una chiusura sotto i minimi di martedì di 1,2404 dollari, secondo i graficisti, sarebbe particolarmente negativa in un’ottica a breve termine.

Sull’esito delle elezioni politiche italiane, Draghi ha sottolineato che “un’instabilità prolungata potrebbe compromettere la fiducia e di conseguenza anche la ripresa dell’economia e dell’inflazione“.