16:10 giovedì 8 Marzo 2018

Bce, euro scosso sul Forex da nuove previsioni Pil e inflazione

Sui mercati valutari l’euro ha perso terreno con i rialzisti che non hanno apprezzato la revisione al ribasso delle stime sull’inflazione (da 1,5% a 1,4% nel 2019) e gli avvertimenti di Mario Draghi sui rischi legati alla guerra commerciale globale. I trader si aspettavano una visione più ottimista sull’economia da parte della Bce, ma dopo aver accennato a un miglioramento delle condizioni, Draghi ha in qualche modo deluso lasciando pressoché invariate le stime sul Pil e ritoccando invece al ribasso quelle sull’inflazione per l’anno prossimo. L’agenda di politica monetaria, inoltre, rimane praticamente invariata. Nel 2018 è confermata la previsione di una variazione positiva dell’1,4%. Le proiezioni sull’economia sono invece state alzate al +2,4% dal +2,3% per quest’anno, mentre per l’anno prossimo si anticipa un Pil in rialzo del +1,9% (stime invariate).

“La nostra politica rimane reattiva”, ha assicurato il governatore, che si trova davanti a un dilemma corneliano: tenersi altre munizioni in caso di bisogno rischiando di sbagliare i tempi, oppure sperare in una ripresa dell’inflazione e approfittare delle condizioni finalmente positive di ripresa economica in area euro per avviare una normalizzazione delle politiche monetarie.

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Ecco allora che l’euro cede terreno per la prima volta in sei sedute. Dal punto di vista tecnico l’inversione di tendenza dopo i massimi di tre settimane toccati in precedenza è uno scenario da considerare ribassista. Una chiusura sotto i minimi di martedì di 1,2404 dollari, secondo i graficisti, sarebbe particolarmente negativa in un’ottica a breve termine.

Sull’esito delle elezioni politiche italiane, Draghi ha sottolineato che “un’instabilità prolungata potrebbe compromettere la fiducia e di conseguenza anche la ripresa dell’economia e dell’inflazione“.

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