Banche: sospesi diversi titoli, nel 2016 perdite più pesanti rispetto a crisi del debito

5 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

Le perdite si fanno più pesanti anche rispetto alla crisi del debito sovrano. La politica di governo non dovrebbe essere stravolta dopo l’addio di Renzi, ma i problemi del settore bancario italiano – scarsa capitalizzazione e crediti deteriorati monstre a bilancio – che andrebbero risolti in tempi rapidi, potrebbero invece aggravarsi a causa dell’attuale instabilità politica. Dopo un avvio senza troppi patemi, la volatilità ha preso il sopravvento a Piazza Affari. I titoli di alcune banche sono sotto pressione in Borsa (segui live blog). Il listino generale non tracolla, ma le azioni di Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Banco Popolare e di Pop Milano sono state sospese per eccesso di ribassi (le perdite teoriche sono di più del -5%). Va male anche UniCredit, che accusa una flessione di almeno il -6%.

Il settore bancario del nostro paese è il più penalizzato dal voto contrario al referendum costituzionale. I titoli sono in calo del -50% da inizio anno e sono destinati a subire una perdita annuale più pesante di quella accusata all’apice della crisi del debito sovrano del 2011. Altalenante la seduta di Mps fin sui: la travagliata banca – quella che potrebbe risentire di più delle ripercussioni dell’incertezza politica che si è creata dopo il referendum costituzionale, in vista della ricapitalizzazione – ha aperto in netto ribasso, poi ha virato in positivo e ora cede più di un punto e mezzo percentuale a 19,17 euro. Oggi dovrebbero arrivare novità dal fronte dell’aumento di capitale da 5 milirdi di euro. In calendario c’è infatti un incontro con le banche.

A impedire grandi scossoni sul mercato generale è un fattore su tutti: il mercato scontava già la vittoria del No al referendum costituzionale e una serie di rotazioni di portafogli e ricoperture da parte di molti investitori istituzionali stanno aiutando i listini. È probabile che la tenuta dell’euro e dei titoli governativi, grazie all’intervento previsto della Bce a sostegno dei titoli del debito italiano, abbiano indotto gli operatori a rimuovere le posizioni ribassiste e ricoprirle, sostenendo in parte i titoli domestici. Sul Forex, dopo essere sceso ai minimi di quasi tre anni l’euro ha recuperato sul dollaro, tornando a quota 1,065.