Antitrust: mercati digitali nuovi monopolisti
ROMA (WSI) – La tendenza nei mercati digitali è verso la creazione di nuovi monopoli che creano disuguaglianze. Questo l’allarme lanciato dal Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, nel corso della relazione annuale al Parlamento.
“I nuovi monopolisti hanno portato alla società il beneficio dell’innovazione (…) L’innovazione disruptive è quella che destabilizza e cambia drasticamente i mercati, segnando una fase di discontinuità nella loro evoluzione. Non si tratta di miglioramenti tecnologici incrementali, regolari e prevedibili, ma di scoperte rivoluzionarie, di prodotti, processi produttivi ma anche modelli di business, che portano a cambiamenti inaspettati nel modo di produrre e di organizzare gli scambi e le catene del valore”.
Il rischio, secondo il numero uno dell’Antitrust, è che i mercati digitali “utilizzino il loro potere di mercato per impedire che altri innovino oppure per sfruttare il consumatore”. L’esempio emblematico è la sharing economy con casi come Uber e Airbnb.
“In questi casi non si può pensare di applicare regole esistenti per i servizi tradizionali senza uccidere i nuovi modelli di business. Occorre una regolazione leggera, ispirata al principio di proporzionalità, in modo da introdurre solamente le regole strettamente necessarie a tutela di fondamentali interessi pubblici, per esempio l’incolumità del passeggero”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo