Analisti italiani, poca speranza su misure pro crescita e inflazione di Trump

8 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Gli analisti finanziari non hanno più grandi aspettative in merito al ‘reflation trade‘ “con gli Stati Uniti che vedono peggiorare il giudizio in termini sia di mercato azionario, sia valutario. Le stime sull’equity Usa passano da leggermente positive a neutrali, in concomitanza con il peggioramento delle stime sul dollaro. Migliora, invece, da leggermente positivo a positivo, il parere degli esperti nei confronti dei bond dei mercati emergenti grazie, soprattutto, al fatto che le politiche protezioniste minacciate da Trump non sembrano essere così severe come si pensava. Il contesto macroeconomico è positivo e le attese di crescita degli utili aziendali favoriscono le asset class azionarie in particolare dell’Area Euro.

Sono questi i principali elementi emersi dal “Panel Strategist”, l’analisi trimestrale realizzata da AIAF, l’Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari. “Nel portafoglio ottimizzato rilevato dal sondaggio effettuato si conserva il sovrappeso sull’equity dell’Area Euro (6,6%) e anche dell’Italia (3%) e si riduce l’esposizione all’equity Usa (da 12,8% a 11,8%). Il portafoglio, in particolare, resta sottopeso rispetto al benchmark di azionario BRICs, nonostante la view positiva su questa asset class, a causa dell’elevata volatilità. Il giudizio negativo sui governativi europei e americani induce l’ottimizzatore a confermare un’esposizione nulla su queste componenti, mentre il giudizio positivo e neutrale sui bond emergenti e sulle obbligazioni corporate consentono un sovrappeso su queste due asset class, che continuano a beneficiare del miglior rapporto rischio/rendimento. Confermata la scelta di sovrappesare la componente oro“.